LA LETTERA/IL “NUOVO CORSO” DEL PDL LECCHESE. UNA SATIRA FIRMATA DAL ‘LASCO’

Strano partito il PDL lecchese, partito di plastica e dalle regole perlomeno
ambigue.

Un partito dove i maggiorenti si stracciano le  vesti se i vertici regionali
e nazionali inviano un commissario per reggerne le traballanti sorti, dopo
le ennesime dimissioni del coordinatore più scoordinato che ci sia. Se poi
l’arbitro si chiama Michela Vittoria Brambilla, apriti cielo.
Troppo la temono. Eppure dovrebbero ringraziare che arriva il castigamatti a
ridar credibilità, visto che i Nostri si son fatti conoscere fuori porta
solo perché non pagano, regolarmente, neppur l’affitto della sede.

Le decisioni dall’alto proprio non vanno giù a questi sepolcri imbiancati
soprattutto se, loro, non hanno più le mani in pasta per spartirsi incarichi
retribuiti o candidature, presenti e future. Nessuno di questi si è però
lamentato quando, partiamo un po’ da lontano, Giulio Boscagli alcuni anni or
sono e in analoga situazione fu nominato commissario in via Digione. Tutto
tacque, come se fosse la cosa più naturale del mondo, che su quella poltrona
si sedesse il ciellino di turno. E che turno. L’ennesimo!! Della serie:
professione, parente. Boscagli avrà molto tempo libero per andare ancora in
crociera, con gli amici di sempre.
Buona… vacanza!!

Nessuno pianse neppure quando il candidato per la provincia fu paracadutato
a Roma: correva l’anno 2009 e Daniele Nava si trovò la strada spianata
dall’allora ministro La Russa, oggi così deluso dal suo rampante rampollo
lombardo, che proprio non l’ha voluto seguire nella sua ultima avventura
politica. Tutto ciò alla faccia di chi nel PDL aveva “studiato” parecchio,
ambendo legittimaente a correre per quel posto: dalle parti di Perledo
qualcuno piange ancora la notte, sconsolato, per il destrorso scippo.

Tornando a Boscagli, che dire della coerente incoerenza di chi, dopo la
débacle regionale che lo ha visto mediocre protagonista, prima, ha preteso e
poi pietito un nuovo posto al sole, anche se poco prima aveva annunciato
l’abbandono dell’agone politico. Non si capisce, al dunque, cosa ci stesse a
fare nella sede milanese del PDL, in viale Monza, ad insistere fino a notte
fonda, questa bella susina, proprio nelle ultime ore util  per staccare un
biglietto per Roma o almeno per palazzo Lombardia. Mentre pontificava che
tre mandati son fin troppi era già pronto a perdere, ingloriosamente, la sua
ultima battaglia.

Che dire poi dell’improbabile e troppo stempiato rappresentante dei giovani
Azzurri lecchesi. Personaggio variopinto il “fascistello”, eterno transfuga
per DNA o per necessità. Corrucciato e ombroso, alla buon’ora, deve essersi
accorto che è sempre la solita storia: tutti lo voglion ma nessuno lo
piglia.  Ma il tempo passa e i capelli se ne vanno. Che lui, sia chiaro,
vuol fare il capo, anche al partito o almeno l’assessore in provincia ma non
pone limiti alla provvidenza. Non certo gli si addice, la casacca del
portatore d’acqua. Che già l’ha fatto!! Ora gli garberebbe di passare
all’incasso ma nella città del ferro e del lavoro nessuno gli fa più
credito: non ha infatti rimediato un figurone  neppur quando si è dato
all’ippica in quel di Milano, da dove gli son piovuti addosso gli ultimi
strali.

E poi c’è LUI,il Mauro, esperto in dimissioni: nel settore, infatti, non si
è fatto mancare proprio nulla. Nel 2006, nottetempo, si dimise poco dopo
aver accettato la candidatura a primo cittadino in comune a Lecco, regalando
ai lecchesi il sindaco Faggi. Anche nel 2009 la notte non gli portò il
consiglio giusto: dopo aver vinto la Provincia, colto dal panico e col
favore delle tenebre, abbandonò il ponte di comando e il coordinamento del
PDL lecchese che da allora, per colpa sua, è nel caos. Complimenti!!

Adesso che ha sperimentato sulla sua pelle, di agiato benestante della
politica, come “il partito sia un calesse” da usare a proprio uso e consumo,
si gode lo zuccheroso momento.Per ricambiar l’aiuto al Giulio, ora che i
santi al 30° piano del Pirellone non ci sono più,dovrebbe dargli una mano
perché,la roba non è più come lui la scrisse prima che fra loro scoppiasse
l’amore, che suonava proprio così:”E il suo sedere è tranquillo che una
poltrona o uno sgabello come si son sempre trovati ancora si troveranno”. Ma
erano altri tempi. Ora che i ciellini si son persi anche l’inconfessabile
speranza di un loro papa,lecchese, la fortuna non macina più. In tutto
questo,il Mauro,imprenditore di successo, politico di razza, felice papà,
scafato giornalista. Ecchiloferma più!! Fino alle prime difficoltà?

Consoliamoci allora con l’unica certezza che “lorsignori” ci posson
garantire, se non altro, in fatto di estetica: potremo andare tutti nella
vicina Svizzera a rassettar la zazzera? Alcuni imprenditori locali, che loro
conoscon bene, da quelle parti hanno,infatti, investito nell’arte del
capello bello. Lo fanno oltreconfine per non dar nell’occhio ma la notizia è
già sbarcata a Lecco: forse ne approfitteranno anche i Vip del partito più
Azzurro del momento. Si fanno sconti al fascistello di cui sopra. Per
informazioni, rivolgersi in sede. Soprattutto in quella dove la libertà è,
quasi sempre, protagonista

Il Lasco

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Riceviamo e pubblichiamo. Come sempre in questi casi, le opinioni di chi scrive non rispecchiano necessariamente quelle della redazione del giornale che le ospita.

 

 

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