LA STORIA/IL PICCOLO LOCATELLI
NEL VIVAIO DELL’OLGINATESE.
“GIÀ ALLORA VINCEVA PREMI”

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Il piccolo Manuel Locatelli, con la maglia dell’Olginatese, premiato dal presidente onorario del club Giampaolo Redaelli nel Torneo della Befana 2004

OLGINATE – Sabato sera ha fatto godere mezza Italia con il gol alla Juventus. Ma qualche anno fa Manuel Locatelli calcava il campetto dell’oratorio di Pescate e, prima di approdare all’Atalanta, è passato pure dall’Olginatese, in quello considerato come uno dei vivai più importanti del Nord Italia.

“Ce lo portò il nostro dirigente Antonio Di Bella, insieme al fratello Mattia, che li aveva visti giocare all’oratorio di Pescate – racconta Beppe Sala, responsabile del settore giovanile bianconero -. Si capiva già che entrambi erano molto promettenti, ma Manuel si è subito distinto nella nostra scuola calcio, vincendo anche il titolo di miglior giocatore in un torneo dove sfidava i ragazzi più grandi di due anni”. Il fratello, ventenne, oggi è all’Inveruno ed è rimasto qualche anno a Olginate, mentre il futuro milanista ha giocato nella  scuola calcio in riva all’Adda  tra il 2003 e il 2005, poi è passato all’Atalanta.

manuel locatelli milan“Ora siamo orgogliosi di lui, già da piccolo si sapeva che poteva fare strada – prosegue Sala -. Probabilmente la sua fortuna, oltre a un talento fuori dal comune, fu avere il fratello maggiore già appassionato di calcio, così lui, seguendo le sue orme, sapeva già giocare arrivato da noi. In più ha sempre avuto una famiglia umile alle spalle, i genitori lo hanno sempre tenuto con i piedi per terra e ancora oggi so che si trova con gli amici a scuola o al bar, senza darsi arie. Ben vengano giocatori del genere, umili e bravi”.

Nonostante il passaggio nella cantera bianconera, l’Olginatese non ha preso il premio di duecentomila euro dalla Figc all’esordio in Serie A destinato alle squadre dilettantistiche che hanno cresciuto il calciatore. Questo perché prima di essere tesserato nei pulcini è approdato all’Atalanta. Anche Paolo Rota, osservatore dei bergamaschi sul territorio lecchese, lo vide giocare e lo portò con sé. I non idilliaci rapporti tra i due club poi hanno fatto il resto. Ma sulle rive dell’Adda sanno bene che se ora sta lasciando il segno nella massima serie, qualche merito lo hanno pure loro.

 

 

 

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