LA TARIP COME ALTERNATIVA
AL NOSTRO CICLO DEI RIFIUTI
DIMOSTRATA DAL ‘RUMENTOLOGO’

gianni gerosa - roberto fiorendi - enrico de tavonatti - dario consonniLECCO – Un’altra importante occasione per riflettere su uno dei temi scottanti per la nostra provincia – la gestione dello smaltimento dei rifiuti – è stata offerta ieri sera alla Casa sul pozzo dal Coordinamento lecchese rifiuti zero. Focus dell’iniziativa la tariffazione puntuale, spiegata al nutrito pubblico in sala attraverso un esempio concreto: l’esperienza virtuosa di alcuni comuni della provincia di Bergamo, raccontata da Enrico De Tavonatti – direttore generale della società Servizi comunali Spa – e da Roberto Fiorendi, consulente esperto di tarip.

Ad introdurre la serata, per fare il punto sulla situazione nel lecchese, è Gianni Gerosa. L’attivista del coordinamento ha ricordato come la nostra Provincia sia stata la prima, nel 2000, a superare la soglia del 50 per cento di raccolta differenziata, primato che poi il nostro territorio ha perso per attestarsi al 33° posto, dato questo “che non può non essere messo in relazione con il revamping del forno, realizzato tra il 2006 e il 2008, che ha portato la capacità del forno a 123mila tonnellate. A dimostrazione del fatto che un inceneritore troppo grande ti vincola a trovare il combustibile“.

Gerosa ha anche riportato i dati emersi da uno studio che Silea ha commissionato alla Scuola agraria del Parco di Monza: analizzando il nostro sacco trasparente si scopre che di quello che viene mandato al forno il 31 per cento è carta, il 23 plastica, il 16 per cento umido e l’uno è vetro. “Se facessimo una raccolta più selettiva, il nostro forno che oggi brucia 102/3mila tonnellate, di cui 47mila nostre, non avrebbe il combustibile. Noi non siamo qui per dire a tutti i costi ‘No’ al teleriscaldamento, ma a dimostrare che ci sono alternative serie“.

enrico de tavonattiAd entrare nel dettaglio di queste alternative è Enrico De Tavonatti, che nel raccontare gli ottimi risultati del proprio lavoro nella zona del Lago d’Iseo, si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. Prima di iniziare il proprio intervento infatti, il numero uno di Servizi comunali spa ha fatto ascoltare ai presenti una registrazione di Mauro Colombo nella quale il presidente del Cda di Silea delegittima l’esperienza della tarip nella Provincia di Bergamo “citando un articolo di giornale che non esiste e dicendo di aver parlato con un sindaco della bergamasca di cui pure non c’è traccia. Mi sono illividito dalla rabbia quando ho sentito queste dichiarazioni e ho deciso di venire proprio qui a Lecco a raccontare il nostro lavoro”.

“La nostra società – spiega De Tavonatti dopo questa premessa – nasce vent’anni fa, quando nel 1995 in Lombardia ci fu una fortissima crisi dei rifiuti. Il costo dello smaltimento si era così alzato, che alcuni prodotti era più costoso smaltirli che comprarli. Nella nostra zona abbiamo deciso allora di fare di necessità virtù, non avendo alternative se non stra-pagare lo smaltimento, abbiamo deciso di sovvertire l’abitudine del conferimento a cassonetto e di mettere in atto una prima forma di economia circolare”.

Da qui è nata l’esperienza della raccolta a porta a porta che si è evoluta fino alla tarip: “La tariffa puntuale è un’invenzione che limiterà le nostre libertà civili, per mettere a disposizione di un grande fratello la nostra spazzatura. Ma funziona, non perché è una tecnologia migliore, bensì perché obbliga ad un’attenzione maggiore. Noi abbiamo immaginato un passo successivo: ad un comune ha raggiunto l’80 per cento di raccolta differenziata, non resta che operare all’interno delle ‘plasticacce’ contaminate che non appariva logico risciacquare e mettere con la plastica. Noi abbiamo progettato un impianto che tratti tutti i derivati della raccolta differenziata a seconda del valore“.

coordinamento rifiuti - casa sul pozzoA spiegare da un punto di vista tecnico come funziona la tarip è Roberto Fiorendi: “La tariffa puntuale è il passaggio finale, ormai obbligato, della raccolta porta a porta. La tariffa puntuale è sostenibile ambientalmente ed economicamente. Dal punto di vista ambientale è quasi scontato: non si deve bruciare quello che è possibile recuperare, lo dice una normativa del ’98 e lo ribadisce la normativa europea sull’economia circolare. Sotto il profilo economico ogni comune paga per conferire i rifiuti all’inceneritore, mentre la raccolta differenziata genera un’entrata per i comuni, perché chi li gestisce paga per averli“.

Ma veniamo a degli esempi pratici: a Boltiere e Calcio alla fine del 2014 Servizi comunali Spa ha dato avvio alla sperimentazione della tarip, che oggi vede 22mila persone coinvolte, che diventeranno 30mila a fine luglio e 50mila nei primi mesi del prossimo anno.

“Come abbiamo fatto? Innanzitutto informazione: assemblee pubbliche (per un comune di 4mila abitanti ne abbiamo organizzate più di dieci), abbiamo creato la figura del ‘rumentologo‘, che va a spiegare la tarip (a circoli, scuole, aziende, condomini, Rsa, eventi…), abbiamo realizzato una guida in quattro lingue con tutte le informazioni e abbiamo creato un’applicazione web”. Il principio della tariffazione puntuale è che serve un metodo per capire “chi fa cosa”, ovvero serve capire come ognuno di noi smaltisce i propri rifiuti, “del resto tutti i servizi funzionano così”, commenta il consulente.

TARIP“La tarip – spiega Fiorendi – prevede che il bidone del secco sia dotato di microchip, il quale viene rilevato ad ogni passaggio del camion che ritira la spazzatura. Il bidoncino non viene pesato, ogni volta che lo ritirano è considerato pieno e lo pago per pieno. In questo modo non è necessario controllare, se uno fa la raccolta giusta lo mette fuori con una frequenza minore e quindi pagherà meno. Pannolini, pannoloni, assorbenti si mettono a parte, in un sacchetto trasparente e questa spesa si ripartisce tra tutti come contributo di solidarietà, che ammonta ad un euro all’anno”.

Ma come si paga? “La tariffa è divisa in una parte fissa, ciò che non riguarda lo smaltimento dei rifiuti, e una variabile che ha a che fare con la produzione dei rifiuti. Questa parte a sua volta conta due aspetti: una parte della tariffa si basa sul numero dei componenti della famiglia e l’altra sulla frequenza con cui viene svuotato il bidone”.
Vediamo i risultati di questo lavoro: a Boltiere dal 2014 (ultimo anno senza tarip) al 2016 si è registrata una diminuzione del 69,99 per cento del secco e un aumento del 131 per cento della raccolta differenziata che è arrivata a sfiorare la soglia dell’80 per cento. I chilogrammi di rifiuti prodotti per abitante sono passati da 170 a 72, in particolare il secco è sceso da 112 a 34, di cui un terzo sono pannolini, pannoloni e assorbenti. La stessa cosa è successa a Calcio dove nello stesso arco temporale la raccolta di plastica è aumentata del 131,82 per cento, la carta del 52 e l’umido del 73.

Roberto Fiorendi ha chiuso il proprio intervento con una considerazione che dovremmo tenere presenti tutti, ma in particolare gli 88 sindaci che giovedì prossimo saranno chiamati a votare l’atto di indirizzo sul teleriscaldamento: “Non siamo responsabili di come va il mondo oggi, ma lo siamo di come sarà il mondo domani”.

 

 

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