LAICHE PREGHIERE DALLE COSTOLE
IL NUOVO DISCO DI SAWARA
PRESENTATO STASERA AL LIBERO

Sawara 2LECCO – “Questo disco nasce da un’incoscienza artistica, visto che autoprodursi tre album in tre anni è da folli. Ma alla base c’è anche l’urgenza di completare un percorso interiore in questa fase particolare della mia vita. Come dice Riccardo Sinigallia, ‘si diventa soggetti agli attacchi della mezza età’ e così eccoci qui di nuovo…”.

Urgenza e percorso interiore sono forse le parole chiave per misurare l’intensità de “L’Eccitante Attesa“, nuovo lavoro – in uscita il 27 maggio – di Sawara, nome con il quale il brianzolo Fabio Agnesina da qualche anno scrive canzoni e le canta, a detta di molti, con un timbro di voce unico, grave, sporco, sincero. Un approccio a cui i musicisti che oggi lo seguono hanno affibbiato una visione scarna e molto personale di cantautorato rock, in bilico fra sfuriate di chitarre, secche quadrature ritmiche di batteria o beat elettronici e pochi accenni melodici minimali.

sawara - l'eccitante attesaSawara presenterà la sua nuova faticaanticipata in questi giorni dal singolo “È Bello anche Aspettarti” venerdì 26 maggio al Circolo Libero Pensiero di Lecco, accompagnato da Maximiliano Di Stefano (Basso), Davide Galbusera (Batteria), Matteo De Capitani (Chitarre), Fabrizio Ratti (piano e chitarra) e Maurizio Consonni (Sitar). In una serata che vedrà sul palco prima di lui anche GalbU e I Cortili di Infanzia (inizio alle 22, ingresso libero).

Un disco all’anno dal 2015 a oggi (i precedenti si intitolano “SawaraNonEsiste” e “Il Tempo Supplementare) e in ciascun lavoro la necessità per l’ex Dalsangre, band di culto della scena brianzola della fine dei ’90, di portarsi dietro brani fortemente intimi, qui impreziositi dal connubio artistico, rafforzatosi nel tempo, con Matteo De Capitani e Matteo Tovaglieri alla produzione.

Sawara 1“L’Eccitante Attesa” è un disco di otto tracce più un remix della canzone d’apertura a cura di Marco Menaballi, anche autore della copertina. Il filo rosso che lega tutti i pezzi è l’aspettare e il desiderare, “dopo che ne ‘Il tempo supplementare’ al centro c’era la consapevolezza. Qui invece è la volta dell’amore in tutte le sue possibili accezioni. Queste canzoni sono nate e cresciute quando ancora stavamo promuovendo il disco precedente e non ho voluto attendere i normali tempi promozionali”.

Il risultato è un disco che parla all’intimità di tutti, facendo un discorso che riguarda le ossa, il sangue, i nervi, ma anche la sopravvivenza e la rinascita. Quelle di Sawara sono laiche preghiere che provengono dalle costole e cercano una verticale salvezza terrena. Non stupisce dunque che il titolare consigli “di ascoltare il disco in progressione, come se si stesse leggendo un romanzo. Ogni pezzo ha la necessità di stare vicino all’altro”.

Ma se proprio bisogna indicare un episodio rappresentativa dell’intero lavoro “e addirittura di tutta l’essenza Sawara” Fabio indica “‘EA’, la canzone che cercavo in venticinque anni di musica e che finalmente è arrivata”. Una giaculatoria che si apre su un ritornello nel quale due avverbi cadenzano vigorosi come le colonne di un tempio d’amore: “poi improvvisamente / prepotentemente / poi arrivi tu e non posso non chiederti perché“.

 

 

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