L’ARTE DEL DIALOGO/TUTTO IL MONDO E’ PAESE, ANCHE A LECCO. CONOSCIAMO RAOUF

raouf gharbiaLECCO – “La nostra identità non è altro che la stratificazione di tante cose, è un’osmosi tra le varie culture di tutto il mondo”. Il suo pensiero Raouf Gharbia, artista d’origine tunisina, trapiantato a Lecco dall’86, lo esprime attraverso la sua arte.

È un artista a tutto tondo: disegna ad inchiostro di china con penne moderne, ma anche pennello e penna d’oca, molti lavori li ha sviluppati attraverso l’incisione su gesso ispirandosi a stucchi arabeschi e poi nel corso del tempo ha imparato a lavorare su basette elettroniche utilizzando la calligrafia araba. Un altro tratto che contraddistingue le sue opere è l’uso dell’origami, la carta piegata secondo la tecnica giapponese e inserita in pannelli decorati con micro-bassorilievi.

Impegnato nell’allestimento di numerose mostre durante tutto l’anno, ora Raouf si prepara a partecipare a “ Continente Mediterraneo”, una mostra grafica, patrocinata dalla Camera dei Deputati, dal Comune di Campi Salentina e dalla Regione Puglia, in programma dal 15 al 20 luglio a Campi Salentina, in provincia di Lecce presso  la Casa calabrese Prato di Via San Giuseppe nell’ambito del Forum internazionale della solidarietà e della responsabilità sociale.

raouf gharbiaUn’occasione davvero significativa che non passerà senza lasciare un segno indelebile nel suo percorso artistico:”Sono entusiasta di essere stato chiamato a prendere parte a questo progetto che parla del dialogo tra i popoli del Nord e del Sud del Mediterraneo – sottolinea Raouf Gharbia. È importante che ci si torni a confrontarsi e farlo attraverso la cultura è un primo grande passo”. E continua:“La società multietnica è come un’orchestra che suona: se c’è armonia c’è bella musica, altrimenti è solo un gran fracasso! Le differenze possono dividere ma possono anche essere rispettate e trovare un terreno comune dove ci si può confrontare. Trovo terribilmente limitativo considerare mio concittadino solo chi nasce nel mio paese, solo chi ha il mio stesso patrimonio genetico, culturale, religioso, linguistico…”.

Raouf è un cittadino del mondo con un bagaglio di esperienze che l’hanno segnato nel profondo:”Dopo aver interrotto gli studi scientifici universitari in Tunisia – racconta – e dopo una laurea in architettura conseguita in Romania decido di venire in Italia e dedicarmi alla mia vera passione. Considero arte tutte le arti delle civiltà passate e presenti senza confini tra ciò che è mio e il resto e mi piacerebbe pensare che questi giacimenti di cultura appartengano a tutti noi”.

raouf gharbiaÈ un messaggio che Gharbia cerca di trasmettere anche alle generazioni più giovani con dei laboratori che tiene nelle scuole:”Penso che la scuola sia il laboratorio principale, il problema vero sono i genitori. I figli oscillano tra la cultura del luogo e dei genitori. I figli a scuola sono in buone mani. Io cerco di “insegnare” loro che se vuoi la pace bisogna prepararla, la pace comporta delle scelte: o c’è terreno pacifico o si creano conflitti. Ogni giorno, anche nelle piccole cose, scegliamo da che parte stare. Oggi è un’utopia: io come artista ho diritto di sognare e sostenere che i sogni cambiano la realtà”.

Elena Pescucci

 

 

 

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