LAVORO, PIRELLI: “IL FUTURO
DI LECCO RIMANE L’INDUSTRIA”

wolfango pirelliLECCO – Il futuro di Lecco può esserci solo con l’industria. Lo dice il segretario provinciale Cgil Wolfango Pirelli: “Il turismo potrà creare posti di lavoro significativi a Lecco. Ma il futuro di questo territorio rimarrà comunque legato al manifatturiero”. Nell’incontro di giovedì pomeriggio a Villa Locatelli, a cui ha partecipato Teresa Bellanova, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, è uscito un quadro dell’economia lecchese non del tutto positivo. Da un lato ci sono timidi segnali di miglioramento, ma restano le criticità sul piano occupazionale.

Il sindacalista riprende questa analisi. “Ci vorrebbero segnali più forti per migliorare la nostra economia. Per la ripresa non sta ancora producendo un effetto positivo sull’occupazione. Si parla di piccoli miglioramenti, tra l’altro da verificare, ma c’è anche un problema di costanza e continuità”. Per questo si verificano situazioni di crisi, come è accaduta alle Trafilerie del Lario di Calolziocorte, alla Altof di Valmadrera e al Tubettificio Europeo. “In questa settimana si parla anche molto della Riva di Annone Brianza – prosegue –. Situazione migliore rispetto a qualche anno fa, ma comunque ancora in una fase di sofferenza”.

La strada sembra essere giusta per uscire dalla crisi, anche se manca ancora qualcosa. “Come le politiche industriali finalizzate a fare crescere l’occupazione. Non è sufficiente la decisione del Governo di decontribuire le nuove assunzioni, visto che non ne ha prodotte di nuove. È vero, ha variato molti contratti da tempo determinato a indeterminato, rendendo più stabile una parte dei rapporti di lavoro, ma l’occupazione si crea con investimenti produttivi che vanno in quella direzione”.  Ma anche Lecco, nel suo piccolo può fare qualcosa. “Lo sostengo da tempo, ma ricordiamolo sempre – sottolinea Pirelli –: abbiamo il Politecnico e il Cnr che devono essere utilizzate per sostenere le innovazioni. Il 93% delle imprese nel territorio ha meno di nove dipendenti. È evidente che così piccole non riescono a innovarsi, così questi due enti possono dare una grossa mano. Solo così si può uscire dalla crisi”.

Secondo il sindacalista questa è la strada migliore per tornare a produrre. “Le aziende che innovano riescono a uscire dalla crisi. Citiamo sempre la Omet, ma ricordiamo che una parte delle aziende che lavorano nel campo aerospaziale arriva da Lecco”. Si parla molto di turismo, ma Pirelli ricorda che all’ombra del Resegone la vera anima è industriale. “Il futuro è sempre più terziario finalizzato al produttivo. Potrebbero nascere imprese che creano servizi per il manifatturiero, aiutando le aziende a innovarsi”.

 

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