8 MARZO/LE LECCHESI… LA SANNO FARE MEGLIO. L’IMPRENDITORIA
E’ COSA DA DONNE

donna-daffariLECCO – In un terreno poco tradizionale per l’iniziativa femminile come le costruzioni si è verificato il tasso di crescita più interessante il 2,7%, mentre il commercio subisce una flessione di pari entità (-2,7%). Le donne entrano decisamente nelle società di capitali, insomma il presente mostra un futuro in cui le donne sono attive  e hanno tenuta negli ambiti fortemente competitivi.  I dati sono della Camera di commercio di Lecco diffusi in occasione dell’8 marzo in un co0municato stampa che leggiamo qui sotto.

“Le imprese femminili attive in provincia a fine 2012 risultavano 5.186, contro le 5.184 di fine 2011, in sostanziale tenuta, mentre nel loro complesso le aziende calano, nella nostra area leggermente di più rispetto alla media regionale e nazionale (Lecco -0,8%; Lombardia -0,5%; Italia -0,7%), l’andamento delle imprese femminili è migliore della media italiana Lecco +0,0%; Italia -0,4%.
Questi dati sono stati presentati anche in occasione del Seminario “Non si era mai vista una crisi del genere” dello scorso 5 marzo, con la presenza di esponenti dell’impresa, dell’Università, delle Istituzioni, Banca d’Italia compresa.

Dai dati registrati dall’Osservatorio camerale, la quota delle imprese femminili sul totale delle imprese lecchesi sta crescendo, sia pur gradualmente: è passata dal 21,2% di fine 2011 al 21,3% di fine 2012, valore leggermente superiore alla media lombarda (21,1%).

Dietro l’invarianza del dato aggregato delle imprese femminili lecchesi (+0,0%) ci sono andamenti differenti dei singoli settori: l’agricoltura e il terziario hanno messo a segno una crescita (rispettivamente +0,7% e +0,2%), mentre il manifatturiero è calato dello 0,6%.

All’interno del manifatturiero, però, c’è stata una crescita delle costruzioni (+2,7%); viceversa, nel terziario il commercio ha sofferto (-2,7%).

Anche considerando le forme giuridiche, gli andamenti sono differenti: le società di capitale femminili crescono molto (+2,6%), ben più delle società di capitale tout court (+0,5%). Stesso discorso vale per le “altre forme” (femminili +1,6%; totale -0,2%).

Diminuiscono invece le società di persone e le imprese individuali femminili (rispettivamente -0,6% e -0,3%), seppur meno del corrispondente dato aggregato (“blu e rosa”, per intenderci).

Dunque, una fotografia che apre a qualche spiraglio di fiducia, sebbene non vada dimenticato che la quota delle nostre imprese femminili è ancora bassa rispetto alla media nazionale: Lecco 21,3%; Italia 24,3%. Pertanto è importante sostenere l’imprenditoria femminile, non solo per dare concretezza alle politiche “di genere”, ma soprattutto perché le performance economiche delle nostre imprese “rosa” sono superiori alla media.

L’obiettivo dell’Istituzione camerale è quello di sostenere con azioni concrete interventi anche di “genere” perché molte sono ormai le realtà che testimoniano come le performance economiche delle imprese “rosa” siano positive e meritino una attenta considerazione.

La Camera si impegnerà soprattutto attraverso il proprio Comitato per l’Imprenditoria Femminile, che di recente si è rinnovato per il mandato 2013-2015, e che sta predisponendo il proprio programma di attività, in cui la diffusione della cultura d’impresa e dell’autoimprenditorialità, l’innalzamento della conoscenza e quindi l’investimento sul piano culturale, dello sviluppo e la qualificazione della presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria resteranno gli obiettivi di lavoro, in continuità con la strategia e le azioni dei Comitati che si sono succeduti in Camera di Commercio dalla prima costituzione nel 2000″.

 

 

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