ANZIANA LECCHESE DERUBATA
DA UNA VICINA AMICA.
”MI HA PRESO 5MILA EURO”

badante_anzianoBALLABIO – Storia amara, di presunta amicizia e solidarietà ma soprattutto di autentica slealtà. Con tanto di furti continuati ai danni di una ultrasettantenne. Amara anche perché le condizioni economiche della derubata non le consentono di far causa alla donna che per almeno un paio d’anni le aveva dato una mano, ma ultimamente aveva iniziato a rubarle soldi, oro e altro ancora. Forse però, più che il timore di “spendere in avvocati” è proprio lo shock umano a trattenere questa anziana donna, lecchese di origine e trapiantata da qualche tempo in quel di Ballabio.

Tutto inizia un paio d’anni fa, quando la vittima decide di cercare qualcuno che le dia una mano nei mestieri casalinghi più pesanti. Le viene segnalata una persona in qualche difficoltà economica, sui 40 anni, che abita vicino a lei. “La cosa strana – ci racconta la sfortunata signora della quale non citiamo le generalità e che chiameremo con un nome di fantasia Laura – era che questa donna non voleva mai soldi. Avendo dei figli, qualche volta mi domandava piccoli regalini ma niente di più. Avrei dovuto insospettirmi, ma ho il difetto di dare fiducia alle persone. E sono stata ripagata così…”.

Si instaura un buon rapporto, apparentemente una vera amicizia. Le cose sembrano andare avanti senza problemi per un po’, fino a quando Laura non comincia a vedere sparire soldi in contanti. Inizialmente pensa di essersi sbagliata, di averli persi, poi si confida col figlio che invece avanza dubbi proprio sulla vicina-collaboratrice. “La questione è precipitata negli ultimi mesi, a un certo punto mi sono resa conto di essermi portata in casa una ladra vera e propria e ho anche capito come faceva. Una volta è venuta da me con un suo figlio, che mi ha tenuta occupata in cucina mentre lei era altrove. Quando se ne sono andati via, ho scoperto che mi mancava il bancomat… Ma mi sono spariti quel poco oro che avevo, delle pietre preziose, contanti. In tutto circa cinquemila euro. Non è tanto il valore economico che mi pesa, ma oltre alla fiducia mal riposta e alla delusione c’è una cosa che non riesco proprio a superare: mi hanno preso una catenina che apparteneva al mio secondo figlio, morto a 26 anni per un linfoma. Non è giusto, non devono passarla liscia!”.

A questo punto uno immagina che Laura intenda denunciare la ladra (della quale, dice, sarebbero noti anche dei precedenti, sempre nel paese di Ballabio). E invece…

“No – chiude il discorso la signora Laura – io non ho pensione e vivo insieme a mio figlio che è operaio. Non abbiamo soldi e voglia di imbarcarci in grane giudiziarie. Però vogliamo che si sappia che esistono personaggi così e per il bene di tutti intendo avvisare la gente e dire di evitare l’errore: prima di tirarsi in casa dei disonesti bisogna avere la certezza che si tratti di persone per bene. Io ho sbagliato, ci ho rimesso cose materiali e valori affettivi importantissimi: state attenti”.

“L’ho vista al bar che si comprava le sigarette – conclude la derubata -. E’ passato del tempo e non ho reagito, ma se nei primi giorni mi fosse capitato di incrociarla per strada non so cosa le avrei fatto…”.

Della ladra ballabiese Laura non fa il nome; dice solo che ha una quarantina d’anni e spera che il suo racconto possa servire. La stessa speranza che ha il nostro giornale nel rendere pubblica una vicenda triste e sconfortante.

 

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