LECCHESI AL MONGOL RALLY:
I GENGHIS’S PANDA IN ASIA.
I RACCONTI DELL’AVVENTURA

genghis pandaLECCO – L’altimetro è arrivato a segnare i 4.655 metri sul livello del mare. Non certo un’altitudine dove portare l’automobile. Ma come il celebre calabrone, forse il Genghis’s Panda non lo sa e arriva ugualmente ovunque sul proprio mezzo di trasporto. Il team formato dai lecchesi Marzio Invernizzi e Lorenzo Biraghi, insieme al milanese Leonardo Caprio, è ormai un mese che stanno attraversando Europa e Asia per raggiungere Ulan Bator, la capitale della Mongolia. Più di 15mila chilometri, passando per 15 confini, a bordo di una Fiat Panda.

Questo è il loro Mongol rally, una corsa non competitiva che ogni anno parte dall’Europa e, percorrendo strade di tutti i tipi, arriva nel cuore dell’Asia. Un’avventura nel vero senso della parola, anche perché le uniche regole imposte dagli organizzatori “The adventurists” è di utilizzare un mezzo che non superi la cilindrata di 1.200 e – fattore ben più importante nell’era di internet – il divieto assoluto di utilizzare navigatori satellitari.

genghis panda 2Così i tre studenti del Politecnico hanno superato pochi giorni fa la Pamir highway, una delle strade più alte al mondo, che si trova in Tagikistan e ora sono arrivati a Samarcanda, in Uzbekistan. Passando però per luoghi “magici”, come la porta dell’inferno, nel deserto del Karakorum, in Turkmenistan. Ovvero una voragine di origine artificiale causata da un incidente nel 1971, quando una perforazione effettuata con lo scopo di cercare petrolio ha fatto crollare il terreno e aperto una via di fuga al gas naturale, che è stato incendiato volontariamente per evitare conseguenze ambientali peggiori. Da allora il cratere brucia ininterrottamente.

“Avete in mente quella sensazione quando si guarda il camino e ci si perde in una sorta di torpore mentale guardando le fiamme? Ecco moltiplicate quella sensazione per un milione e avete quello che si prova guardando dentro la porta dell’inferno – spiegano i tre avventurieri –. Oltre alla magia per gli occhi, è anche stupefacente, soprattutto per noi ingegneri, la fluidodinamica del cratere: nei suoi dintorni c’è un vento fortissimo, dato dalla quantità d’aria che viene aspirata dal cratere per la combustione. Ogni tanto però arrivano delle folate di aria caldissima in discesa che obbligano a chiudere gli occhi e a coprirsi. Tra l’altro spettacolare il fatto che, a causa dell’aria calda che esce prepotentemente, è quasi impossibile buttarci dentro alcunché. Cose se volesse difendersi dagli agenti esterni”.

genghis panda 3Domenica invece sono capitati in un matrimonio a Samarcanda. “Appena capiscono che siamo stranieri ci trascinano dentro la festa e iniziano a offrirci ogni ben di Dio: carne di vario genere e tipo, frutta, cetrioli in ogni salsa ma soprattutto, come prevedibile, iniziano a trascinarci nei brindisi con la vodka. Tempo di 5 o 6 brindisi veloci e andiamo a ballare mentre tutti ci fanno foto, ci abbracciano, tirano in ballo i soliti calciatori italiani e addirittura ci danno dei soldi”.

E le sorprese non termineranno qui. Perché la strada per la Mongolia è ancora lunga per i tre giovani che hanno deciso di cimentarsi in un’avventura senza pari.

 

 

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