CALOLZIOCORTE – La giornata di lunedì segnerà un importante passo per il comitato “Insieme per una diversa Lecco-Bergamo” e per il comitato di Chiuso: saranno infatti inviate al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, all’assessore regionale alle Opere Pubbliche Claudia Terzi, al commissario straordinario Fabio Massimo Saldini e ai presidenti delle province di Lecco e Bergamo le 2660 firme raccolte durante l’estate a sostegno della petizione per uno studio di fattibilità di una diversa soluzione per la variante di Vercurago.
“Le firme sono state raccolte in poco più di un mese, tra giugno e inizio luglio – ha spiegato il portavoce del comitato calolziese Adelio Longhi – ; ci riempie di orgoglio il fatto che, oltre le 433 firme raccolte online, le altre sono giunte interfacciandoci direttamente con i cittadini, al mercato e in piazza. Alla maggior parte dei firmatari, per quasi il 40% calolziesi, non è stato necessario spiegare gli obiettivi dell’iniziativa; molti la conoscevano già e avevano un’opinione ben precisa sulla petizione”. La raccolta firme è stata dunque interrotta, ed ora i comitati si preparano ad indirizzarla agli organismi pubblici.
Il presidente del comitato Paolo Cola ha poi illustrato i risultati degli incontri con i sindaci dei comuni di Calolzio, Lecco, Vercurago e Olginate: “Abbiamo chiesto a tutti i comuni coinvolti di presentare in consiglio comunale un ordine del giorno in cui si chiedeva un chiaro appoggio alla petizione, ma abbiamo riscontrato una certa titubanza: il sindaco di Calolzio ha ribadito contrarietà e dubbi; in consiglio comunale ha ritirato la mozione, affermando che avrebbe scritto una lettera al Ministero delle Infrastrutture (la lettera integrale è in fondo all’articolo) per chiedere se, in caso di uno studio di fattibilità per un’altra ipotesi, non si sarebbe perso il finanziamento. Il sindaco di Olginate si è detto disponibile a presentarla ma non ha precisato i tempi, Lecco l’aveva rinviata almeno ad ottobre e Vercurago si è dimostrato attendista, dicendosi a favore della lettera paventata da Ghezzi, da sottoscrivere congiuntamente per darle più peso. Solo il Comune di Carenno ha presentato e approvato la mozione“. Cola ipotizza che i Comuni indecisi stiano aspettando le mosse di Calolzio e conferma che Ghezzi ha scritto e inviato la lettera, ma diversamente da quanto annunciato in consiglio comunale, senza consultare i comitati.
“La lettera – precisa il presidente del comitato – non precisa nulla: come comitati, avremmo dovuto completare il testo inserendo fatti importanti come la raccolta firme e la necessità di un’arteria completa che non si fermi al solo lotto San Girolamo. Qui invece non compare nulla e, come comitati, questa lettera ci lascia indifferenti: al suo interno, contiene un gioco retorico che fornisce a sé stessa una risposta scontata e negativa. È un’ulteriore conferma dell’atteggiamento di Ghezzi, che si preoccupa più di non creare danni nel proprio partito, al ministro Salvini e all’assessore Terzi, senza rendersi conto dei problemi reali e dei loro effetti”.
“Questo atteggiamento – chiosa Cola – ci sprona nel nostro lavoro, ma ci impone anche di essere più precisi e puntuali nelle nostre mosse e di pretendere risposte. Per questo, stiamo incontrando altri comitati del territorio come quelli riguardo il ponte di Paderno e la variante della Tremezzina, per una migliore sinergia e strategia”.
Il lavoro per il comitato, infatti, si prospetta ancora lungo e intenso: secondo il piano delle opere ufficiale di Simico, le procedure per poter cominciare gli interventi sono slittate di un ulteriore anno. Il 23 agosto 2026 è prevista la procedura ambientale come primo passo, mentre l’inizio lavori è fissato al 24 novembre 2027, con l’opera che dovrebbe vedere la luce il 2 marzo 2033. Il valore stimato dell’opera, oltre 253 milioni di euro, è però fermo al 2023: attualizzando gli aumenti, il costo totale si aggirerà intorno ai 300 milioni di euro, 150 milioni in più di quelli stanziati ad oggi.
Il Comitato si pone dunque come obiettivo una nuova assemblea pubblica entro fine anno, possibilmente con la presenza di almeno uno degli enti sovracomunali a cui saranno inviate le firme; previsti nuovi contatti con i sindaci attendisti, mentre non è esclusa la possibilità di estendere l’iniziativa agli altri comuni della Valle San Martino, interessati in diversa misura dalla riuscita dell’opera.
Michele Carenini



