LECCO: LA CITTA’ CHE NON C’E’
(PER LE GUIDE LONELY PLANET)

Lecco panoramaMILANO – Scatta dalle pagine online di quotidiani nazionali la denuncia: Lecco per le guide Lonely Planet non esiste. Scivolone degli autori? Forse. Ma la guida in questione è quella in lingua inglese dedicata ai laghi lombardi. E Lecco non è citata mentre invece un paragrafo è dedicato pure a Sondrio ed alla Valtellina, che di ‘lacustre’ hanno ben poco.

“Parliamo della seconda edizione in lingua inglese di Lonely Planet, la versione per visitatori inglesi e americani della guida turistica più famosa al mondo”, recita l’articolo di Isabella Fantigrossi del Corriere della Sera.

“Un vademecum a firma di Paula Hardy e Anthony Ham che dovrebbe raccontare le meraviglie intorno ai laghi del Nord Italia. In pratica, una guida della Lombardia più qualche pagina dedicata a un lembo del Piemonte e a Verona. Ci sono il Maggiore, il lago di Como, d’Iseo, Garda e Lugano. I due autori consigliano di visitare Milano, Pavia, Monza, Como, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Varese, Mantova. Tutti i capoluoghi lombardi eccetto Sondrio, che però dai laghi è più lontano (ma un paragrafo sulla Valtellina e la Val Masino è comunque concesso), e – caso più curioso – Lecco”.

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Prosegue Isabella Fantigrossi: “Duecentosettantadue pagine per i turisti stranieri dedicate ai laghi lombardi e alle mete vicine da non perdere. Peccato che Lecco non esista. Non una pagina, una segnalazione, una riga per la città manzoniana che ogni anno, tra comune e provincia, attira più di 180 mila viaggiatori da fuori Italia. E che sulla sponda del Lario affaccia, eccome”.

La Lonely Planet venne fondata nel 1972 da una coppia australiana, Tony e Maureen Wheeler. La filosofia delle famose guide è di coinvolgere direttamente i viaggiatori negli aggiornamenti delle proprie pubblicazioni.

Un caso apparentemente simile a quello lecchese è sorto recentemente con la città toscana di Prato, assente nella guida acquistabile a Londra ma presente in quella edita in italia.

Sfogliando la guida tuttavia il territorio lecchese è ben rappresentato nella guida. “Secondo la Lonely Planet, sulla sponda lecchese del Lario meritano una visita l’abbazia di Piona a Colico, Corenno Plinio (264 abitanti nel comune di Dervio), Bellano, Varenna e il castello di Vezio a Perledo. Ma non il capoluogo e i suoi itinerari manzoniani: Pescarenico, la villa dell’autore dei Promessi Sposi con il suo museo, la chiesa e il convento di fra’ Cristoforo, la chiesa di don Abbondio o il palazzotto di don Rodrigo. Nemmeno Palazzo Belgiojoso, le mura medievali o il Palazzo delle Paure. E tanto meno alberghi o ristoranti che in città non mancano”.

Quello che manca nella guida è proprio la città di Lecco. Eppure è stata Città Alpina dell’anno 2013, ospita eventi di respiro internazionale ed offre i suoi gioielli a produzioni cinematografiche di altri continenti. Senza dimenticare il nuovo ufficio turistico sito a Palazzo delle Paure.

Possiamo solo augurarci che presto anche il primo editore mondiale di guide turistiche possa accorgersi della manifesta vocazione turistica della città di Lecco.

C. C.

 

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