LECCO/125 ANNI DEL MONUMENTO
AD ALESSANDRO MANZONI,
“RIVOLUZIONARIO” PER CARDUCCI

OLYMPUS DIGITAL CAMERALECCO – Compie 125 anni il monumento nazionale ad Alessandro Manzoni sorto nell’omonima piazza. Il monumento celebrativo del grande scrittore a cui è indissolubilmente legato il nome della nostra città fu inaugurato venerdì 11 ottobre 1891 alla presenza del poeta Giosuè Carducci e dell’allora senatore Gaetano Negri, al cui discorso seguì la lettura di un testo a firma di Antonio Stoppani, che non visse abbastanza da vedere inaugurata l’opera alla quale aveva dedicato tanta energia.

Queste furono le parole di Carducci per l’occasione, 125 anni fa: “…Mi rallegro con l’arte lombarda di questa immagine del poeta della verità, tanto bene effigiata dallo scultore Confalonieri. Sento ancora profondo l’insegnamento e il piacere della vera sana ed alta cultura lombarda nelle eloquenti parole onde il senatore Negri ha illuminato in tutti i suoi aspetti il genio e l’opera di Alessandro Manzoni”.

Largo Manzoni e via Dante Alighieri visti da via Caprera, Lecco, 1907

Largo Manzoni e via Dante Alighieri visti da via Caprera, Lecco, 1907

Non solo omaggi, già 125 anni fa si lasciava spazio al gossip. Infatti, Carducci ci tenne a delucidare la situazione circa la propria ‘presunta’ avversione con il Manzoni.Nel triste decennio avanti il sessanta, quando certi malvagi uccelli garrivano con sparnazzamenti delle lor brulle penne sotto il volo dell’aquila lombarda, io ebbi il torto di pigliarmela con l’opera religiosa del Manzoni” spiega Carducci che negli anni ’50 fece l’errore di prendersela con l’opera di Manzoni, influenzato da alcuni invidiosi. “Ma – continua Carducci – ben tosto mi ravvidi, e credei e credo che pur negli inni sacri, così schivi della dogmatica e della formalità cattolica, risplendano quasi i principi stessi della rivoluzione, la fraternità anzi tutto e l’egualità umana, e poi anche la libertà intellettuale e civile, altamente sentiti da uno spirito cristiano con la temperanza della filosofia e dell’arte italiana.

160516_restauro_manzoni_presentazione-43“E mi dolsi e mi dolgo con rammarico – conclude Carducci – colpa le condizioni politiche pur troppo. Ma poiché dalla poesia voltosi alla prosa e nella prosa intesa meglio la propria virtù geniale fece del romanzo la gran vendetta su ‘l dispotismo straniero e su ‘l sacerdozio servile ed ateo, io mi costringo a sentire meno acervo il rammarico delle grandi opere di poesia ch’egli poteva ancor fare”. Insomma non si erano simpatici, ma la colpa pare essere delle male lingue di allora e del passaggio dalla poesia alla prosa, che alimentò gli stranierismi e l’ateismo dello scritto di Manzoni.

La statua di Alessandro Manzoni, simbolo della città di Lecco, venne inaugurata quindi 125 anni fa, seppur le tensioni e le parole di troppo rappresentino una linea di condotta ancora presente oggi. L’usura del tempo è stata aggiustata questa primavera, al termine di un complesso e sofisticato lavoro di restauro, il monumento nazionale di Francesco Confalonieri dedicato alla memoria di Alessandro Manzoni ha riaquistato la vitalità e il vigore che merita un’opera di tale spessore e valore simbolico.

160516_restauro_manzoni_presentazione-53Il compleanno numero 125 del monumento nazionale sarà ricordato anche nell’ambito della rassegna “Lecco Città dei Promessi Sposi” che inaugura venerdì 14 ottobre alle 18 alla Torra Viscontea con la mostra “La Rocca dell’Innominato, tra paesaggio, storia e letteratura”.

 

 

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