LECCO/CITTADINI IN MARCIA
TRA I LUOGHI DELL’ACCOGLIENZA.
VISITA AL BIONE E AL FERRHOTEL

IMG_0102LECCO – Oggi, sabato 12 dicembre, la seconda tappa della marcia “verso” i migranti. Questo cammino di coesione ha preso avvio l’11 settembre scorso con la Marcia degli uomini e delle donne scalze” su iniziativa del Comitato Noi Tutti Migranti di Lecco. Per l’occasione il Comitato ha predisposto due ore in compagnia dei richiedenti asilo, nelle due sedi cittadine dedite alla loro accoglienza: il Ferrhotel e il centro Bione. Due ore di chiacchiere, musica e allegria.

Il Ferrhotel ospita i migranti da pochi mesi e sono ben 112 i ragazzi ospitati, tutti uomini dai 25 ai 35 anni. L’iniziativa è nata per opera di Stefano Paladino all’interno del Progetto Itaca, poi tramutato in una Onlus sociale, aveva inizialmente carattere informale, si trattava di una gestione familiare dell’emergenza profughi. L’obiettivo è quello dell’accoglienza diffusa, ricorda Paladino “vogliamo evitare innesti traumatici per i ragazzi e dare loro strumenti per potersi muovere autonomamente”.

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La situazione è emergenza: seppure le prime necessità siano placate il problema principale sta nella loro interazione con la comunità, oltre alle difficoltà di comunicazione, ovviate attraverso la partecipazione ai doposcuola e alla frequenza scolastica presso il Leda di Maggianico. “L’integrazione è più semplice nei piccoli comuni, mentre all’interno della città di Lecco è difficile contribuire alla costruzione di legami con i cittadini a causa della divergenza negli stili di vita” l’affermazione di Stefano Paladino va incorniciata nel paradigma per il quale vivere in una grande città determina maggiore dinamismo e meno possibilità di relazioni tra membri della medesima comunità, comportamento inversamente proporzionale a quello registrato nella tendenza alla socializzazione e “fare gruppo” tipica dei nuclei periferici più ridotti.

Altra questione è quella relativa al contributo essenziale di operatori e volontari e alla generosità dei privati, i quali premiano i ragazzi del centro con una duplice tipologia di donazioni: i beni materiali, che rappresentano la risoluzione ad un’esigenza immediata; il tempo, carattere dominante e sempre più difficile da rimediare nella freneticità della società odierna, ma è proprio il “tempo a regalare il futuro ai ragazzi del centro”. Il ritmo al Ferrhotel è scandito dagli stessi ragazzi in consolle, dalla voglia di far festa e dalla tanta curiosità e voglia di farsi conoscere.

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Stessa festa, ma diversa location, per il Centro di accoglienza del Bione, dove hanno trovato rifugio 160 ragazzi e che oggi hanno sorriso, cantato e ballato accompagnati dalle musiche del coro gospel Sol Quair.

Al Bione si sono presentati anche alcuni cittadini, oltre ai tanti volontari. Pure in questo centro risulta primaria l’educazione scolastica impartita ai rifugiati, che possono seguire le lezioni di italiano tre volte a settimana nella scuola di Pescarenico, con l’aiuto dell’associazione Mir Sada.

IMG_0125Il Natale si avvicina e con questo anche la voglia di stare in famiglia, per sopperire a questa mancanza entrano in gioco le iniziative dei volontari in loco, i quali stanno promuovendo il “Natale in famiglia”, al quale hanno aderito più di 215 famiglie ospitanti, “talmente è stata sentita questa opportunità che ci si trova di fronte ad un esubero di famiglie ospitanti, rispetto agli effettivi ospitati” spiegano le volontarie. La seconda tappa della marcia nei luoghi dell’accoglienza si è posta come intento quello di eliminare la non-accoglienza, dettata da fattori quali l’emarginazione e l’assenza di rapporti con l’altro sesso.

Martina Panzeri

 

 

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