LECCO/PREZZI AL CONSUMO:
L’ENERGIA COSTA MENO,
PIÙ CARI I BENI ALIMENTARI

Tav.1

Tav.1

LECCO – Nel mese di agosto a livello locale le variazioni dei prezzi registrano segni e valori differenti (-0,3% quella annuale e +0,2% quella mensile). La prima si intensifica rispetto ai dati registrati nei mesi scorsi (-0,1% a luglio e -0,2% a giugno) e conferma ancora una volta la fase di deflazione in cui ci troviamo non solo a livello locale, ma anche nazionale. La seconda, quella congiunturale (+0,2%) diminuisce rispetto al mese scorso (+0,4%), ma è leggermente superiore a quella rilevata ad inizio estate (+0,1%).

A livello nazionale le variazioni degli indici ricalcano quelle registrate a luglio, ma il confronto con il dato locale evidenzia valori più contenuti per quella annuale (-0,1%) e parità per quella mensile. (Tav. 1)

Di seguito, a cura dell’Ufficio Statistica del Comune di Lecco, una breve sintesi delle principali variazioni per tipologia di prodotto registrate nel mese di agosto 2016 e il confronto a livello nazionale e/o provinciale.

L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) di Lecco ad agosto 2016 (base anno 2015=100) è pari a 100,4; e pertanto indica che i prezzi da inizio anno sono aumentati di poco meno di mezzo punto percentuale: la contrazione registrata nei primi mesi dell’anno è stata recuperata dall’aumento registrato negli ultimi mesi di rilevazione. L’aumento dei prezzi al consumo a livello nazionale è leggermente inferiore (+0,3%).

Un’analisi sulle variazioni delle città che partecipano alla rilevazione dei prezzi al consumo e che diffondono il dato provvisorio (38 città), conferma la situazione del calo tendenziale dei prezzi: segno meno per 17 città e segno più (con valori concentrati intorno allo 0,2% per 15 città. Nulla la variazione delle restanti 6 città campione. La contrazione maggiore è stata registrata da Ancona, Catanzaro e Varese (-0,5%), seguite da Vicenza (-0,4%). L’aumento appartiene invece alla città di Parma (+0,6%) preceduta da Bolzano e Rimini (+0,5%).
Le variazioni mensili sono quasi esclusivamente di segno più. Solo Perugia e Catanzaro hanno registrato una flessione dei prezzi rispetto a luglio 2016 (-0,3% e -0,1% rispettivamente). Il dato più alto è di Grosseto e Rimini (+0,9% entrambe).
La stessa analisi condotta sulle città lombarde evidenzia segno più solo per Como (+0,1% variazione annuale) e valori concentrati intorno allo +0,2%; +0,3% del dato mensile per tutte le città.

La disaggregazione delle variazioni locali per tipologia di prodotto mette in evidenza il differente andamento dei Beni rispetto a quello dei Servizi; i primi registrano entrambe le variazioni di segno meno (-0,4% e -0,1%) i secondi invece risultano stabili a livello annuale e in crescita a livello mensile.
Per i beni si conferma la tendenza alla minore contrazione rispetto ai primi mesi dell’anno dove le diminuzioni si attestavano intorno al punto percentuale a differenza del dato congiunturale che, invece, risulta abbastanza ballerino (luglio -0,3%; giugno + 0,1% e maggio +0,2%).
La componente dei servizi nel 2016 è sempre stata in aumento sia a livello tendenziale che congiunturale, nel mese in esame, invece, la variazione annuale risulta nulla (nei mesi precedenti è sempre stata di circa mezzo punto percentuale). La variazione congiunturale pur nettamente inferiore del dato di luglio (+1,1%), corrisponde a valori in crescita rispetto alla prima parte dell’anno in quanto incorpora l’aumento di molteplici servizi stagionali soprattutto legati ai trasporti e a ricreazione e cultura.

Una ulteriore classificazione dei beni mostra i seguenti aspetti:
L’aumento rispetto al mese di luglio 2016 dei prezzi dei Beni alimentari (+0,3%). Oltre la metà delle classi appartenenti alla divisione alimentari sono in crescita rispetto al mese precedente, soprattutto quelle riferite ai prodotti freschi e in particolare Frutta e Vegetali (+1,7% e +1,2% rispettivamente). La classe con la maggiore variazione di segno meno è invece quella Olii e grassi (-0,8%);
La conferma della contrazione annuale dei Beni energetici (-7,4%) arrivata a toccare anche i 10 punti di contrazione e comunque artefice del calo dei prezzi in generale. Anche a livello mensile la variazione è di segno meno (-1,1%), mentre nei mesi precedenti (luglio e giugno) risultava in crescita (+0,2% e +1,2% rispettivamente);
– La stabilità dei Tabacchi rispetto al mese di luglio 2016 e la forte crescita a livello annuale (+3%);
– La conferma della contrazione congiunturale dei prezzi degli Altri beni (-0,1%) già in contrazione iel mese di luglio (-0,3%) e in controtendenza rispetto a quanto registrato nella prima parte dell’anno quando questa tipologia di beni era pressochè stabile. A livello annuale si conferma un fenomeno inflattivo, anche se di intensità inferiore all’1%. (+0,9%).

La variazione mensile della Componente di fondo, cioè l’indice generale al netto degli energetici e alimentari freschi (core inflation) è in leggero calo rispetto a quella registrata a luglio, ma comunque di segno più +0,3%. La variazione annuale si conferma di segno più (+0,3%), ma anch’essa in contrazione rispetto a quella registrata a luglio +0,4%.
A livello nazionale la variazione annuale della componente di fondo si attesta a 0,6%, ma risulta in accelerazione rispetto al mese precedente che risultava pari a +0,5%.

prezzi-consumo-dic16-t2

Tav.2

La misura dell’inflazione locale a seconda della frequenza d’acquisto dei beni presenti nel paniere può essere così sintetizzata:
– La totale stabilità (sia rispetto a luglio 2016 che all’agosto 2015) dei prezzi riferiti ai beni/servizi ad alta frequenza di acquisto. Come dice il nome dell’aggregato rispondono a questa classificazione i beni di largo consumo o utilizzo, quali alimentari, bevande, tabacchi, spese per l’affitto, per la pulizia e manutenzione in generale della casa, i carburanti i trasporti;
– Il ridimensionamento dell’aumento mensile dei prezzi dei beni a media frequenza (+0,6% dal +1,1% registrato nel mese di luglio). A livello annuale la variazione permane negativa e si amplifica rispetto ai mesi precedenti (-0,9%). Si collocano in questo aggregato le spese per abbigliamento, le tariffe (elettricità, acqua e raccolta rifiuti), i trasporti, i medicinali e i servizi medici e dentistici, i beni legati alla cultura, alla ricreazione e alle vacanze;
– La conferma del calo mensile dei prodotti a bassa frequenza d’acquisto (-0,2%). In controtendenza il valore annuale (+0,7%). Rientrano in questo gruppo gli elettrodomestici, i servizi ospedalieri, l’acquisto dei mezzi di trasporto, gli apparecchi tecnologici in generale. (Tav. 2)
Di seguito alcune tabelle a cura dell’Ufficio Statistica del Comune di Lecco, sulle variazioni degli indici dei prezzi al consumo, registrate nel territorio locale, con riferimento al mese di agosto 2016.

Questi gli aggregati di prodotto, a rilevazione locale e non centralizzata, che hanno avuto le maggiori variazioni in aumento e quelli che hanno registrato le maggiori diminuzioni di prezzo rispetto al mese di luglio 2016:

prezzi-consumo-dic16

Nel mese di agosto 2016 le divisioni che hanno registrato le maggiori variazioni mensili e legate soprattutto a fattori stagionali sono: Ricreazione, spettacoli e cultura e Trasporti (+0,8% entrambe) seguite da Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,5%). Unica altra divisione di segno più, anche se di valore molto contenuto è Altri beni e servizi (+0,1%). Le divisioni con segno meno sono: Bevande alcoliche e tabacchi (-0,3%), variazione negativa di un decimo di punto per: Comunicazioni e servizi ricettivi e di ristorazione. Stabili le restanti divisioni.

Per quanto riguarda le variazioni rispetto ad agosto 2015 nella parte alta della classifica troviamo Abbigliamento e calzature e Bevande alcoliche e tabacchi (+1,8% e +1,6% rispettivamente), seguite da Mobili e Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,2%), Istruzione (+1%), da Altri beni e servizi (+0,9%) e Prodotti alimentari e bevande alcoliche (+0,8%). Distante, ma comunque con variazione di segno più è la divisione Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,3%). Le uniche divisioni in contrazione sono quella dell’Abitazione (-4,6%) e quella dei Trasporti (-2,6%), in diminuzione, ma con valore decisamente contenuto rispetto ai precedenti la divisione delle Comunicazioni (-0,3%). Anche a livello nazionale si conferma la situazione di deflazione per queste tre divisioni, ma il valore della contrazione della divisione dell’abitazione risulta dimezzato rispetto a quello locale.
L’unica variazione nulla corrisponde alla divisione Servizi sanitari e spese per la salute.

 

 

Pubblicato in: Città, Economia, News Tags: 

Condividi questo articolo

Articoli correlati