LECCO/QUATTROCENTO PRANZI
OFFERTI IN QUESTI SEI MESI
AI CONCITTADINI IN DIFFICOLTÀ

abc_logo abitare bene la comunitàLECCO – 270 i pranzi sospesi e oltre cento pranzi calmierati. Un ottimo risultato per le due sperimentazioni avviate all’interno del progetto di coesione sociale “ABC: Abitare bene la comunità” nel quartiere Santo Stefano a Lecco, e che da inizio anno si sono diffuse in tutta la città con nuovi interlocutori e soggetti del territorio.

Numerosi i locali aderenti che hanno deciso di ospitare persone in condizioni di fragilità socio economica, aderendo all’iniziativa promossa dall’associazione di volontari Caritas in collaborazione con il Servizio Famiglia e Territorio e i Servizi Integrati per la domiciliarità del Comune di Lecco: Bar Mojto, Barcaiolo, Pizzeria 2001, Vespa Caffè, Bar Baff, Granozero, Le Barrique e da pochissimi giorni anche il ristorante Il Giardino.

Nei primi sei mesi dell’anno sono stati consumati oltre 270 pranzi sospesi che hanno coinvolto persone in situazioni di disagio socioeconomico e più di 110 pasti calmierati rivolti a gruppi di persone anziane che vivono il pranzo come un’importante occasione di socialità con altre persone.

Riccardo_marianiGli esercizi aderenti, oltre a ospitare le persone individuate attraverso un dialogo con i Servizi del Comune di Lecco, hanno coinvolto direttamente le proprie clientele nel sostenere in itinere le iniziative sociali, contribuendo anche economicamente a sostegno dei pranzi sospesi consumati. L’evento di venerdì 14 luglio al ristorante il Giardino ha permesso di garantire per i prossimi mesi oltre cento pasti sospesi.

“Si tratta di iniziative che coinvolgono attivamente la cittadinanza – afferma l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lecco, Riccardo Mariani – con lo scopo di promuovere la coesione sociale e di rafforzare i legami di prossimità e di solidarietà per lottare contro l’individualismo e l’isolamento. Per una città sempre più vicina alle persone in difficoltà. Il senso delle iniziative è stato sensibilizzare i cittadini partecipanti a prendersi cura della propria città e delle persone bisognose residenti nel medesimi quartieri, una sorta di adozione di vicinanza”.

 

 

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