LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA: OPINIONI A CONFRONTO A LECCO

OMOFOBIA1LECCO – Il 22 luglio andrà in esame il testo base del Ddl contro l’omofobia e la transfobia. Tale provvedimento prevede l’estensione della legge Reale-Mancino, che già punisce gli atti di discriminazione basati sull’origine etnica, nazionalità e religione , anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere della vittima. Molte le polemiche nate per l’approvazione del testo base e anche nella nostra città le prese di posizione non mancano.

“La chiave di queste nuove norme è totalmente ideologica e del tutto inutile sul piano legale – spiega Filippo Boscagli, consigliere comunale Pdl -, gli omosessuali già godono degli strumenti giuridici previsti dal codice penale per i tutti i cittadini, contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla propria dignità personale”.

filippo boscagliLo scopo è solo ed esclusivamente quello di parificare in tutto e per tutto ciò che uguale non è, arrivando all’incredibile punizione con il carcere di chi osa dissentire – continua – questa legge non concede nulla di più agli omosessuali ma toglie molto alla libertà di tutti”. Contrario all’approvazione dunque Filippo Boscagli ha anche sottoscritto l’appello contro la legge, petizione che ad oggi ha raccolto circa 15 mila firme e precisa che “un punto estremamente pericoloso è quello relativo alla punibilità con la «reclusione fino ad un anno e sei mesi» di chi «incita a commettere o commette atti di discriminazione motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima.» che potrebbe significare ad esempio che non sarà più lecito sollecitare i propri parlamentari a non introdurre nella legislazione il “matrimonio” gay, oppure organizzare una campagna di opinione per contrastare l’approvazione di una legge sull’adozione dei minori agli omosessuali”.

Riferendosi poi alla parte del testo che recita « È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione (…) motivata dall’identità sessuale. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni », Boscagli sottolinea che “in questo caso stiamo parlando di tutti coloro che ritengono giusto discriminare gli omosessuali in ordine alla possibilità di contrarre matrimonio e di adottare minori, cioè banalmente ritenere che il matrimonio è tra uomo e donna e che i figli stiano meglio con un padre uomo ed una madre donna, potrebbe causare la detenzione in carcere fino a 6 anni”.

Di tutt’altro avviso è invece Mauro Pirovano, presidente dell’associazione “Renzo e Lucio“, il quale non vede messa in pericolo la libertà d’opinione, ma trova che nell’approvazione della legge contro l’omofobia ci sia semplicemente la volontà di garantire un minimo di tutela per le persone omosessuali ancora oggi spesso vittime di discriminazioni o aggressioni a causa del loro diverso orientamento sessuale. “La legge Mancino esiste già e si tratta semplicemente di estenderla anche ai reati commessi per discriminazione dell’orientamento sessuale – spiega Pirovano -, oltretutto il testo base è stato modificato per inserire la proposta del Pdl e risulta quindi più ammorbidita e manchevole di alcuni punti fondamentali perchè ad esempio non prevede alcun tipo di prevenzione per questi reati”. “Chi si oppone si preoccupa più dell’ipotesi di non poter esprimere la propria opinione che non del fatto che ci siano persone realmente vittime di discriminazioni – continua – cosa che peraltro è contraria all’etica e alla morale cattolica”.

“Oltretutto la Comunità Europea ha richiamato l’Italia per non avere ancora una legge contro le discriminazioni in base all’orientamento sessuale – precisa il presidente di Renzo e Lucio -, ma ogni volta che in parlamento si parla di omosessualità una parte del mondo cattolico alza gli scusi, anche solo per dare il minimo della tutela alle persone con un orientamento sessuale differente”.

Mauro Pirovano inoltre rassicura gli oppositori alla legge contro l’omofobia sottolineando che “questo provvedimento serve per punire le aggressioni o reati anche più gravi fatti contro gli omosessuali e chi vorrà dire pubblicamente che l’omosessualità è una cosa sbagliata potrà continuare a farlo senza rischiare la detenzione”. Come esempio secondo il quale la libertà di opinione nel nostro Paese è ben tutelata Pirovano cita il recente episodio che ha visto come protagonista Roberto Calderoli, il quale ha associato il ministro Cécile Kyenge ad un orango, e afferma: “Calderoli ha fatto pubblicamente un commento di stampo razzista, ma non mi pare che si trovi in carcere per questo”.

Silvia Ratti

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