LETTERA DI TRENORD,
BOOMERANG PER L’AZIENDA.
“PENDOLARI POVERI SCEMI”,
LA PARODIA DEI GIOVANI DEM

MILANO – Ha fatto discutere la lettera inviata a tutti gli abbonati e clienti di Trenord, firmata da Paolo Garavaglia, direttore Comunicazione e Relazioni esterne dell’azienda partecipata di Regione Lombardia. Una lunga missiva in cui vengono enunciati dati e lo stato di fatto del trasporto pubblico ferroviario della regione, ma a far discutere sono stati soprattutto i toni della lettera, a tratti poco formale e quasi provocatoria, pur essendo firmata da uno dei vertici di Trenord.

Il messaggio, arrivato ieri nella casella di posta di migliaia di cittadini, non è passato inosservato ai Giovani Democratici della Lombardia, che già da tempo incalzano il governo regionale sul tema. “Molti dei nostri iscritti, in quanto pendolari, hanno ricevuto la lettera e sembrava uno scherzo” commenta Lorenzo Pacini, segretario regionale dei giovani dem. “Quattro pagine di numeri e dati, il tutto scandito con toni al limite dello stizzito che se da un lato dimostrano nervosismo, dall’altro sembrano voler trattare da poveri scemi i pendolari. Alla fine della lettera il dirigente sembra quasi fare ironia sul fatto che i pendolari accuserebbero Trenord di non aver previsto la pandemia” conclude Pacini.

I giovani hanno deciso dunque di rispondere, pubblicando sui social una loro versione della lettera a “parodia” di quella ufficiale. “Abbiamo voluto rispondere con ironia a quella che è invece una comunicazione tragica da parte dell’azienda, un’ennesima burla a danno dei pendolari. Se in Lombardia non possiamo garantire un trasporto pubblico decente, almeno proviamo noi a strappare un sorriso ai pendolari” raccontano i giovani dem.

Di seguito il testo completo:

Gentili utenti troppo poveri per permettervi il Suv,

Nell’ultimo mese Trenord s’è vista costretta a rimodulare il servizio per il rilevante numero di assenze del personale dovute al Covid. Ora, fortunatamente, è solo da 2 anni che siamo in questa emergenza e quindi non abbiamo ancora capito come poterci organizzare perché come vola il tempo… uh!
Nonostante l’evidente dimensione di questa ultima ondata e il suo impatto su molti servizi essenziali (ospedali, scuole, ….), cari clienti, avete trovato il tempo di lamentarvi ANCHE CON NOI. Ma non eravate già abbastanza occupati a farvi i tamponi? A cercare come contattare l’A.t.s? A sistemare la rete wi-fi di casa? Certo che avete tanto da fare eh.

Abbiamo sempre rispettato le opinioni di tutti, ma dinanzi a tanta accanita disinformazione, crediamo doveroso rivolgerci direttamente a voi, lamentosini saputelli, per darvi i dati REALI di quanto accaduto e offrirvi le corrette spiegazioni.
Per Trenord lavorano 2250 tra macchinisti e capitreno che, in periodi normali, permettono di effettuare circa 2200 treni al giorno nei giorni feriali, 1900 il sabato e 1600 nei festivi per 365 giorni l’anno, 366 se contiamo gli anni bisestili. Poi se ci mettiamo che non ci sono più le mezze stagioni e che prima qui era tutta campagna, capite bene signori che la benzina è salita ancora, e il governo ke fa?

Prima del picco pandemico, tra il personale viaggiante si registravano mediamente 130/150 assenze al giorno per malattie, permessi, ferie, agibilità sindacali, inidoneità temporanee, tagli di capelli, appuntamenti dal veterinario, partita di briscola e bucato da stendere. All’inasprirsi dei contagi le assenze sono raddoppiate fino a raggiungere quota MILLE MILIONI. Trenord che, come ogni azienda, è ovviamente strutturata per poter assorbire fino un certo numero di assenze (8% nel nostro caso, percentuale già alta se comparata ad altri settori tipo la N.A.S.A. o l’esercito della Corea del Nord) si è invece trovata a fare i conti con punte del 15%. Impensabile avere riserve di personale in grado di coprire un tale gap… ci vengono i brividi guarda solo a immaginarlo.

S’è parlato molto e fuori luogo del numero dei lavoratori necessari per effettuare il servizio. Tutti che chiedono “quanti lavoratori servono?”, “avete assunto abbastanza persone?”, ma mai nessuno che ci chieda “come state?”, “siete felici?”.
Ma avendo voi gentili utenti tutte queste domande proviamo a darvi qualche dato. Tra il 2022 e il primo semestre 2023 saranno effettuate 280 assunzioni nel personale viaggiante. Val la pena ricordare che un equipaggio non si acquista a catalogo, certo ci piacerebbe tipo dal fruttivendolo “quanto me li fa 15 capi treni?”. La formazione di un macchinista richiede non meno di 12 mesi, a patto che superi la notte di iniziazione nella foresta nera di Besnate, e quella di un capotreno almeno 6, di cui 3 passati nel tempio buddhista di Lhasa in Tibet per apprendere la via della meditazione.

Ma veniamo a quanto accaduto nelle ultime settimane: l’offerta di Trenord è stata ridotta del 12%. I più disinformati hanno scritto che in nessun’altra regione le corse sono state ridotte come in Lombardia: niente di più falso. Nella Marche siamo scesi a – 29%, addirittura a Pizzo Calabro – 34%, a Grozny in Cecenia praticamente senza taxi non ti muovi e a Katmandu fate prima ad andare a piedi guarda.

C’è inoltre chi ha azzardato paragoni con il trasporto pubblico urbano, FOLLIA, dove però mezzi come metropolitane, bus e tram non “promettono” orari e anzi quante volte l’autobus non si ferma alla fermata anche se suoni il campanello? Ma soprattutto, non hanno bisogno di equipaggi complessi; basta un autista per garantire la corsa, anzi quelli bravi riescono a guidarne pure due di tram per volta.

Dunque cari utenti rivendicare ancora più treni è velleitario, ma come vi viene in mente?! La capacità del sistema non è infinita, e soprattutto non abbiamo abbastanza parcheggi per tutti poi.
Tre anni fa abbiamo indicato un percorso, dicendo in totale trasparenza che avrebbe richiesto 4-5 anni per essere completato: nuovi treni, ridefinizione del servizio, recupero di efficienza ed efficacia aziendale, sedili con massaggio incorporato, minibar e buffet gratis per tutti.
Quindi tra un anno ci risentiamo con calma tanto noi qua stiamo, il numero ce l’avete, il citofono è sempre quello.
Detto ciò magari qualcuno di voi pendolari pretende pure delle “scuse” da Trenord. Vedremo di attrezzarci anche per questo, ma non possiamo prometterlo.

Un caro saluto e mi raccomando… continuate a pagare il biglietto 😉

 

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