LEUCI: “C’E’ UNA PICCOLA SPERANZA”. INTANTO GLI OPERAI BLOCCANO I PRODOTTI

striscione leuciLECCO – “I giochi potrebbero riaprirsi”. Lo dice con molta cautela Germano Bosisio, Rsu Leuci, ma una fiammella di speranza si è accesa tra i lavoratori dell’azienda di Lecco.

“Usiamo molti condizionali – prosegue –, ma possiamo dire che dopo l’incontro c’è un minimo di speranza in più per il futuro di questa azienda”. Dopo l’incontro di oggi pomeriggio negli uffici di Confindustria Lecco con la dirigenza dell’associazione di categoria, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto di poter mediare con la proprietà della Leuci per un altro anno di contratto di solidarietà, utile per far ripartire il progetto della Cittadella della luce.

presidio leuci confindustriaUn piccolo presidio infatti si è appostato in via Caprera, mentre un altro manipolo di dipendenti è rimasto in via XI febbraio per tenere chiusi i cancelli dell’azienda. Sempre oggi, infatti, i 93 lavoratori hanno indetto uno sciopero di otto ore, arma finora inutilizzata nella lotta per mantenere il posto.

“Non solo – continua Bosisio – per la prima volta abbiamo anche bloccato il prodotto finito all’interno dei capannoni”. Dopo l’incontro tra i rappresentanti sindacali, il direttore di Confindustria Giulio Sirtori e il responsabile dell’Area relazioni industriali Giorgio Airoldi, i dipendenti hanno deciso di sospendere lo sciopero. “Pazientiamo fino a lunedì prossimo per vedere cosa deciderà la proprietà – spiega Bosisio –, ma il prodotto finito continuiamo a tenerlo qui. Se lunedì non abbiamo risposte concrete riprenderemo la nostra lotta, sempre in maniera civile e responsabile, ma ferma”.

Ora quindi si aspetta la risposta del patron della Relco, Giuliano Pisati, che è stato interpellato dalla direzione di via Caprera. Solo successivamente i lavoratori decideranno se lottare ulteriormente per salvaguardare il proprio posto di lavoro che termina il 31 marzo, giorno in cui verranno chiusi i cancelli in via XI febbraio. “Questa per il territorio è un’opportunità seria – prosegue Bosisio – non bisogna lasciarla sfuggire. La Leuci è un modello manifatturiero virtuoso per tante altre attività del lecchese. Per questo chiediamo a tutti di fare uno sforzo straordinario per non buttare tutto alle ortiche”.

Dopo l’incontro, Sirtori ha dichiarato che “in relazione al progetto Cittadella della luce riteniamo che il presupposto per la riuscita sia la presenza di operatori interessati ad investire nell’area, in un quadro generale dove possano essere valutati eventuali interventi da parte delle Istituzioni pubbliche per incentivare l’avvio di altre attività”.

F.L.

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Intanto in mattinata una ventina di manifestanti hanno bloccato fisicamente l’ingresso di due camion che dovevano entrare nella fabbrica, tanto da fermare la circolazione delle auto nonostante il tentativo di qualche volontario di decongestionare una situazione viabilistica caotica.

Già dal mattino presto i manifestanti hanno appeso un enorme striscione ai due lati della strada con la scritta:”Pisati non puoi dire no al territorio lecchese”. Impossibile per chi transitava non vederlo.
(B.B.)

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