L’EXPORT LARIANO IN RUSSIA
VALE QUASI 100 MILIONI.
MOBILI E MACCHINARI IN TESTA

LECCO – Il conflitto armato tra Russia e Ucraina porterà effetti sul sistema economico dell’area lariana, ripercussioni che si aggiungono all’impatto dell’aumento dei costi energetici e alla pandemia non ancora esaurita. A tale proposito l’ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como-Lecco ha predisposto i report relativi all’interscambio commerciale con i due Paesi (i cui ultimi dati attualmente disponibili sono al 3° trimestre 2021).

LE ESPORTAZIONI
Nei primi nove mesi del 2021 le esportazioni dell’area lariana verso la Russia sono state pari a 93,4 milioni di Euro (l’1,2% dell’export totale delle province di Como e Lecco). I dati evidenziano una crescita del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2020 (+4,3 milioni di Euro), ma un calo rispetto ai primi nove mesi del 2019 (-24%: quasi 30 milioni di Euro in meno). In particolare, Como ha esportato merci per 57,2 milioni di Euro, in calo sia rispetto a gennaio-settembre 2020 (-0,7%: -430.000 Euro circa) che nei confronti del medesimo periodo del 2019 (-37,5%: -34,4 milioni di Euro). Le esportazioni di Lecco ammontano a poco più di 36,1 milioni di Euro (rispettivamente +15% e +15,4%, ovvero +4,7 e +4,8 milioni di Euro). Como evidenzia un peso maggiore delle esportazioni verso la Russia: 1,4%, contro l’1% di Lecco.

Per l’area lariana, i principali settori dell’export nei primi nove mesi 2021 sono, nell’ordine: “mobili” (22,8 milioni di Euro: il 24,4% dell’export totale lariano verso la Russia), “macchinari e apparecchiature n.c.a.”1 (22,1 milioni: 23,7%) e “prodotti chimici” (12,9 milioni: 13,8%). Al quarto posto troviamo “prodotti in metallo” (6,5 milioni: 7%) e al quinto gli “autoveicoli” (4,3 milioni: 4,6%). Rispetto al periodo gennaio-settembre 2020, tra questi settori solo i “macchinari e apparecchiature n.c.a.” mostrano un calo (-26,3%: circa -7,9 milioni di Euro), mentre “mobili” e “prodotti chimici” evidenziano gli incrementi più significativi in valori assoluti: rispettivamente +7,6 e +3 milioni di Euro (+49,6% e +31,1%). Nei confronti dei primi nove mesi del 2019, oltre alle esportazioni dei “mobili” (-2,5 milioni: -9,8%) diminuiscono anche quelle dei “macchinari e apparecchiature n.c.a.” (-1,4 milioni di Euro: -5,9%) e dei “prodotti in metallo” (-800.000 Euro circa: -11,1%). Viceversa, superano i livelli di export pre-pandemia i “prodotti chimici” e gli “autoveicoli” (rispettivamente, +1,7 e +1,6 milioni di Euro: +15,5% e +61,5%).

Sempre considerando i principali settori dell’export, il contributo comasco è inferiore a quello lecchese per i “prodotti in metallo” (con il 4,4% del totale delle esportazioni provinciali verso la Russia, contro l’11,1% di Lecco) e per i “macchinari e apparecchiature n.c.a.” (14,5% contro 38,2%), mentre i due territori hanno un peso analogo per i “prodotti chimici” (Como 13,8% e Lecco 13,7%). Da segnalare che l’interno export verso la Russia degli “autoveicoli” proviene da Como (rappresenta il 7,4% del totale esportato dalla provincia verso questo Paese).

LE IMPORTAZIONI
Nei primi nove mesi del 2021 le importazioni lariane dalla Russia sono state pari a 19,4 milioni di Euro (lo 0,4% dell’import totale). Rispetto allo stesso periodo del 2020 si è verificata una diminuzione (-5,4%, pari a -1,1 milioni di Euro); tuttavia, si registra un significativo incremento rispetto al periodo gennaio-settembre 2019 (+44,6%, ovvero quasi 6 milioni di Euro in più). In particolare, nel 2021 Como ha importato merci per 9,7 milioni di Euro (rispetto ai primi nove mesi del 2020, +38,8% e +2,7 milioni; nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente +137,1% e +5,6 milioni). Lecco ha importato merci russe per 9,7 milioni di Euro (-28,1%, rispetto ai primi nove mesi del 2020 e +4,2% nei confronti del 2019: rispettivamente -3,8 milioni di Euro e circa 390.000 in più). A differenza di quanto accade per le esportazioni, il peso dell’import è leggermente più significativo per Lecco (0,5% del totale contro lo 0,4% di Como).

Per l‘area lariana, i principali settori dell’import nel 2021 sono, nell’ordine: “prodotti chimici” (4,6 milioni di Euro, pari al 23,9% delle importazioni totali dalla Russia); “prodotti della metallurgia” (4,1 milioni, pari al 21,3%); “carta e prodotti in carta” (3,5 milioni: 18,1%). Al quarto posto abbiamo il “legno e prodotti in legno e sughero” (1,3 milioni: 6,8%) e al quinto gli “articoli in gomma e materie plastiche” (quasi 1,3 milioni: 6,5%). Rispetto al periodo gennaio-settembre 2020, tra questi settori solo “carta e prodotti in carta” mostrano un calo (-56,9%: circa -4,6 milioni di Euro), mentre “prodotti della metallurgia” e “articoli in gomma e materie plastiche” crescono significativamente in valori assoluti: rispettivamente +1,3 e +1 milioni Euro in più (+45,3% e +490,3%). Anche nei confronti dei primi nove mesi del 2019 diminuiscono le importazioni di “carta e prodotti in carta” (-4,9 milioni di Euro: -58,3%), mentre i settori più dinamici sono “prodotti chimici” (+2,8 milioni: +158%) e “prodotti della metallurgia” (+2,7 milioni: +188%).

Sempre considerando i principali settori dell’import, le quote appannaggio del territorio lecchese sono superiori a quelle comasche per “prodotti della metallurgia” (40,3% contro 2,1%) e “carta e prodotti in carta” (33,2%, contro il 2,9%); negli altri tre settori risultano superiori le percentuali comasche: “prodotti chimici” 47,7% (contro lo 0,1% lecchese); “legno e prodotti in legno e sughero” 11,1% (2,7%); “articoli in gomma e materie plastiche” 12,7% (0,4%).

LA BILANCIA COMMERCIALE
Il saldo della bilancia commerciale dell’area lariana con la Russia nei primi nove mesi del 2021 è positivo: di poco inferiore ai +74 milioni di Euro (in crescita rispetto allo stesso periodo del 2020, per cui l’attivo era stato pari a +68,6 milioni, ma in calo nei confronti del 2019, con 109,5 milioni di surplus).

Analizzando i principali settori di interscambio tra l’area lariana e la Russia, nei primi nove mesi del 2021 è positiva la bilancia commerciale di “mobili” (+22,7 milioni di Euro: +49,4% rispetto ai primi nove mesi del 2020 e -9,7% nei confronti dello stesso periodo del 2019), “macchinari e apparecchiature n.c.a.” (+22,1 milioni: -17,5% e -5,4%), “prodotti chimici” (+8,2 milioni, +55,3% e -11,8%), “prodotti in metallo” (+6,2 milioni: -0,1% e -14,8%), “autoveicoli” (+4,2 milioni: +127,2% e +62%) e “articoli in gomma e materie plastiche” (+690.000 Euro: -74,5% e -77,4%). Viceversa, è negativa la bilancia commerciale di “prodotti della metallurgia” (-2,3 milioni, con un incremento del disavanzo del 62,4% rispetto ai primi nove mesi del 2020, mentre nel corrispondente periodo del 2019 c’era stato un attivo commerciale: il peggioramento è del 593,7%), “carta e prodotti di carta” (-1,9 milioni, con cali del saldo negativo del 67,6% e del 64,6%) e “legno e prodotti in legno e sughero” (-68.000 Euro: rispetto agli avanzi commerciali a fine settembre 2020 e 2019 si è verificato un netto peggioramento, rispettivamente del 107,6% e del 104,6%).

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