L’INTERVISTA: ERNESTO PERIN,
CAMPIONE D’ITALIA UNDER 15.
LA TESTA SULLE SPALLE,
SACRIFICI E TANTA PASSIONE

GALBIATE – L’appuntamento con il nuovo campione d’Italia Under 15, Ernesto Perin e suo padre Matteo è fissato all’esterno del bar Biffi a Galbiate, dove risiedono: precisamente nella frazione Rossa. Puntuali come un orologio svizzero, dopo i convenevoli ci si addentra nei particolari con il ragazzo (classe 2007) amorevolmente “aiutato” dal genitore in caso di necessità.

Naturalmente si parte dalle emozioni davvero toste vissute dal piccolo gioiellino rossonero in campo: “Sono felice, non a tutti capita l’occasione di vincere certe partite. Resterà un ricordo indelebile comunque vada a finire”.

Lo scudetto era un obiettivo di partenza oppure siete arrivati sino in fondo magari senza rendervene conto?
Sin dall’inizio puntavamo al titolo ed essere riusciti è motivo di grande orgoglio e soddisfazione”.

L’ostacolo più ostico da valicare è stato…
Direi la Roma, anche dopo aver vinto l’andata in trasferta sapevamo che avevano qualità e serviva restare sul pezzo, l’abbiamo fatto e ne siamo felici”.

E con la Fiorentina in finale?
“Le partite secche sfuggono ad ogni pronostico, però credo non esitano dubbi sulla bontà della nostra vittoria”.

Titolo dedicato a…
A me stesso, credo lo meriti dopo i sacrifici fatti nel corso della stagione. In verità ho avuto anche fortuna quando l’Under 15 era ferma per il Covid di non saltare la stagione, giocando con i ragazzi più grandi del 2006. A livello d’esperienza mi è servito moltissimo”.

Recentemente hai esordito anche con l’azzurro dell’Under 15.
Una bella emozione vestire i colori dell’Italia, anche se credo valga molto di più giocare in azzurro nelle categorie superiori. Vedremo se sarò bravo a raggiungere questa meta. Mi considerano tra i più bravi in Italia della mia annata? Fa piacere anche se non ho fatto ancora nulla. Testa sulle spalle evitando di volare troppo con la fantasia”.

Da tifoso milanista, laurearsi campioni direi che è stato il massimo.
Esatto, io e la mia famiglia da sempre tifiamo Milan, quindi… Logico il sogno nel cassetto come ogni ragazzo è arrivare in serie A, ce la metterò davvero tutta così non avrò, comunque nulla da rimproverarmi”.

Pregi e difetti dell’Ernesto calciatore?
“Premesso che a questa età devo migliorarmi in ogni fondamentale, per quanto riguarda i pregi credo di essere abbastanza dotato tecnicamente e nel sapermi collocare bene in campo a livello tattico, e ho una buona castagna da fuori”.

Un grazie speciale dunque a mister Roberto Bertuzzo?
A lui, ma anche a quelli che ho sin qui avuto ognuno di essi mi ha dato qualcosa”.

Squadra compatta piena di amici, ma il tuo “confidente” preferito?.
Direi capitan Emanuele Sala senza nulla togliere agli altri naturalmente”.

Da centrocampista esterno però non disdegni anche ad accentrati, quali sono stati e sono le icone da emulare; insomma da prendere d’esempio?
Fondamentalmente due: Sandro Tonali e Barella anche se è interista”.

Hai iniziato a tirate calci ad un pallone a soli cinque anni a Barzanò nella Manara.
Vero nella squadra primi calci. A sei anni andai al Milan società in cui tuttora milito e spero di arrivare al top”.

E poi non dimentichiamo la scuola. A proposito, la giornata tipo?
Ormai è diventata un abitudine, esco di casa alle otto per la scuola, torno a casa mangio poi alle 13.30 arriva il pulmino del Milan a prendermi per gli allenamenti e rientro a casa verso le venti. Non è sempre facile abbinare i due impegni ma la passione verso questo sport è talmente grande che non mi pesa”.

A settembre via con il primo anno di superiori al Bertacchi di Lecco.
Sì ma ribadisco il concetto, la passione ha il potere magico di farti superare ogni difficoltà”.

Alessandro Montanelli

 

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