“LO SALVO IO IL TEATRO…
MA A LORO NON INTERESSA”.
IL DIBATTITO DIVENTA SOCIAL

teatro sociale plateaLECCO – Si sposta su Facebook il dibattito scaturito dalle affermazioni del sindaco Brivio sul possibile taglio alla stagione teatrale e l’insostenibilità dello stesso. Paventandone, nei fatti, anche la possibile chiusura. A giustificazione mette sul piatto i conti: “Per organizzare la stagione culturale, teatro e musica, il Comune spende 500 mila euro, ne recupera solo 100 mila. In pratica l’amministrazione copre l’80% dei costi.”

Il dibattito lo stanno animando Luca Radaelli, autore, attore, regista teatrale, direttore artistico del Festival di Teatro Popolare di Ricerca L’ultima Luna d’estate nel Parco di Montevecchia e del Curone – fra poche settimane nuovamente in scena per la 16° edizione – nonché anima e motore di Teatro Invito, il Laboratorio di Teatro nato a Lecco nel 1989, e il professor Gianluigi Daccò. direttore emerito dei Musei Civici di Lecco, ex Vice Presidente di ICOM Italia, (International Council of Museums) l’organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali impegnata a preservare, ad assicurare la continuità e a comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale mondiale associata all’Unesco.

Daccò a Lecco è il padre del Museo manzoniano, il museo archeologico, il museo storico, la Galleria Comunale d’Arte. Cioè due veri pezzi da 90 per la cultura lecchese e non solo.

Entrambi, su FB, non vanno per il sottile. Critiche ferme e nette nei confronti sia delle affermazioni del Sindaco di Lecco sia per la gestione della Cultura nel capoluogo. E’ un po’ la forza degli intellettuali d’altronde, andar giù duro, chiari, per dare una scossa, un rilancio. O almeno provarci.

Gian Luigi DaccòAd iniziare è Daccò che posta l’articolo con le affermazioni del Sindaco sul Teatro (e la Scuola Civica Zelioli di Musica) commentandolo:“Con la crisi emerge un segreto di Pulcinella: da sempre il Teatro Sociale e la Scuola Civica di Musica sono stati condotti in modo rigidamente burocratico e con un dispendio di fondi irragionevole, senza alcuna attenzione a forme di gestione più aperte e professionali. Del resto il Sociale di Lecco è, forse, l’unico teatro italiano rimasto a gestione diretta di un Comune . Teatro e Musica sono essenziali per una città e spero che, finalmente, si pensi ad una gestione aperta, condivisa , tecnica e più economica , non alla loro semplice soppressione”.

Prende la palla al balzo Radaelli che si spinge ad affermare lapidario: “Io lo so come si fa….ma a loro non interessa”.

RADAELLI LUCAFermi tutti: non è poca cosa quanto dice Radaelli che ha in mente anche qualcosa di concreto. Molto concreto e lo esplicita: “E’ il modello che ha portato L’ultima luna d’estate alla 16a edizione. Non è un mistero che facciamo un’attività paragonabile alla Stagione di Lecco con un quinto del budget. E senza contare, credo, stipendi e costi fissi. Ma noi lo facciamo rischiando, lo facciamo con passione e professionalità, senza stare a contare le ore di lavoro e se è sabato o domenica. E’ un modello che la burocrazia megalitica del Comune riesce a concepire? “

Su Facebook altri lo stimolano o provano a stanarlo: “Se ti/vi concedessero da gennaio 2014 il Teatro Sociale con un budget basso – molto molto molto meno di quanto mettono oggi – Teatro Invito, L’ultima luna ect accetterebbe la gestione? Se sì cosa chiederesti per farlo?

E qui Luca Radaelli cala l’asso ma si potrebbe chiamare meglio un’ancora di salvezza per il Comune che a dire il vero non è che sia così perspicace a coglierle, le ancore: Io lo so come si fa…. ma a loro non interessa. Mi piacerebbe farlo gratis per un anno per dimostrare che avevo ragione io! L’unico timore sarebbe quanto mi remerebbero contro gli uffici. Perché sono abituato a gestire le cose dall’A alla Z mentre qui chissà quante forche caudine!

Quindi lo stuzzicano di nuovo “chiedi carta bianca. E cosa offri, garantisci?” Non si eclissa: “Lo stesso numero di presenze e lo stesso livello qualitativo/culturale. Altrimenti sono capaci tutti”.

Gli fa eco il prof. Daccò: Lo penso e lo dico da 20 anni : gestione esternalizzata e professionale. Funzionerebbe come funziona da molte parti. Si risparmierebbe almeno la massa di funzionari amministrativi che girano e rigirano la carte, vanno ad ogni apertura (fino a poco fa con straordinari pagati per tutti) , la pletora di maschere, vice maschere, guardarobieri, cassieri, apri portone ecc..

Il dado è tratto e pure la nobile sfida. Forse ci scampiamo la figura di tolla di ospitare a fine settembre la “Festa Nazionale del Teatro” e poi chiuderlo, il Teatro.

L’ultima luna d’estate in fondo fa oltre 30 spettacoli in due settimane – con enorme affluenza di pubblico – di altissimo livello, di sperimentazione, di laboratorio e pare costare molto molto meno. Un ottimo punto di partenza o di arrivo.

Servirebbe ora conoscere in dettaglio il budget del Teatro Sociale di Lecco. Chissà se l’Assessore alla Cultura Michele Tavola ha voglia di renderlo pubblico.

Qui c’è qualcuno, che ha storia e competenze, di decenni, che dice che può far risparmiare allo stesso Comune 400.000 euro. Salvando il Teatro.

Io lo so come si fa….ma a loro non interessa”. Ecco lì, a Palazzo Bovara vogliono raccogliere la sfida?

Noi siamo anche per organizzare un dibattito pubblico se il Comune inizia a mostrare anch’esso qualche carta. Qualche interesse.

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Comunque la pensiate qui siete i benvenuti

 

 

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