LECCO – Sabato 7 marzo, nella Cappella arcivescovile di Milano, l’arcivescovo monsignor Mario Delpini aprirà ufficialmente il processo di beatificazione di Marco Gallo, il ragazzo di 17 anni morto in un incidente stradale nel 2011 mentre si recava a scuola. Una figura luminosa, la cui storia tocca profondamente anche la città di Lecco, dove Marco ha vissuto, studiato e ricevuto i sacramenti.
Nato a Chiavari il 7 marzo 1994, Marco trascorre i primi anni a Casarza Ligure, in una famiglia unita e radicata nella fede cristiana. Nel 2000, a soli sei anni, si trasferisce a Lecco con i genitori Antonio e Paola Cevasco e le sorelle Francesca e Veronica. Qui frequenta la scuola elementare parificata “Pietro Scola” e la scuola media “Massimiliano Kolbe”. Sempre a Lecco riceve la Prima Comunione l’11 maggio 2003 e la Cresima il 29 maggio 2005 nella basilica di San Nicolò.
Un ragazzo vivace, appassionato di corsa e montagna, animato – raccontano i familiari – da una continua ricerca dell’infinito. Negli anni del liceo scientifico “Don Gnocchi” di Carate Brianza, dove si iscrive nel 2007, diventa un punto di riferimento per i compagni: li coinvolge in iniziative di solidarietà, li invita a momenti di catechesi spontanea, li accompagna nelle visite agli anziani dell’Istituto Don Orione di Seregno. La sua fede, profonda e gioiosa, si nutre della lettura quotidiana della Bibbia e dell’esperienza di Gioventù Studentesca, che lo aiuta a trovare una risposta alle sue domande più grandi.
Nel 2009 la famiglia si trasferisce a Monza, ma il legame con Lecco resta vivo. Marco continua il suo cammino spirituale, partecipa alla beatificazione di Giovanni Paolo II e fa suo l’invito del Papa a “non avere paura”. Pochi mesi dopo, il 5 novembre 2011, mentre va a scuola in moto, viene investito a Sovico e muore. La sera precedente aveva scritto sul muro della sua camera, accanto al crocifisso: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?“.
La sua morte suscita subito una forte impressione. La fama di santità che lo circondava in vita non si spegne, anzi cresce negli anni: ogni 1° novembre centinaia di giovani partecipano ai pellegrinaggi in sua memoria al Santuario di Montallegro e al Duomo di Monza. Anche il cardinale Angelo Scola, pochi giorni dopo la sua scomparsa, lo propose ai giovani come esempio di vita cristiana.
Questa testimonianza diffusa e costante ha spinto il vescovo di Chiavari, monsignor Giampio Luigi Devasini, a farsi attore della causa di beatificazione. L’Arcivescovo Delpini, ricevuto il Supplice Libello, ha autorizzato l’apertura del processo e ha disposto la pubblicazione dell’editto che invita chiunque possieda scritti, ricordi o testimonianze significative su Marco a consegnarli al Servizio per le Cause dei Santi della Curia di Milano.
Se il processo dovesse portare al riconoscimento delle virtù eroiche, Marco Gallo potrebbe diventare un nuovo beato legato alla città di Lecco, sulle orme di un altro giovane che qui ha lasciato un segno profondo: Carlo Acutis, oggi patrono di internet.
RedCult
