MONTI SORGENTI. L’ANTARTIDE ‘LOMBARDA’ IN MOSTRA:
LA SPEDIZIONE DEGLI ANNI 70

serata1LECCO – Antartide, il continente delle nazioni, dalle condizioni di vita così estreme che è stato lasciato apolide e consegnato agli scienziati per studi e ricerche nelle più diverse materie, dall’astronomia alla biologia.

Negli anni Settanta quando ancora vi era la corsa per ‘accapararsi’ un lembo del continente sommerso dal ghiaccio, il milanese Renato Cepparo chiama il lecchese Gigi Alippi appena ritornato dall’Himalaya per una difficile conquista, il quale coinvolge anche Gianni Arcari, Donato Erba e Benvenuto Laritti ‘Ben, per partire per l’Antartide. Vi resteranno per un anno dal 1975 al ’76.

E i lecchesi che fanno? Beh visto che ci sono conquistano nella nebbia e con imminenza di bufera due difficilissime vette che pur di non farsi prendere continuavano a scaricare verso il basso sassi e ghiaccio. Le battezzano Italia e Lecco. Ora gli oggetti che fecero parte della spedizione e le foto sono esposti al palazzo delle Paure in piazza XX settembre a Lecco fino al 7 giugno. La mostra ‘1975 – 1976 La spedizione Cepparo in Antartide:tra alpinismo, ricerca e attualità‘ è stata realizzata anche grazie all’ACAL (Associazione Culturale Alpinistica Lecchese) neonata realtà che riunisce tutti i sodalizi lecchesi legati alla montagna.

ALIPPIIeri dalla viva voce di alcuni dei protagonisti è stato riportato il ricordo della vicenda. Gigi Alippi, con la vivacità che lo caratterizza ha ricordato come Cepparo dalla vendita della proprio casa di produzione agli americani di Technicolor decise di destinare un quarto dei due miliardi di lire ottenuti per partire per l’Antartide. Si portò appresso il figlio Riccardo. Aveva bisogno dell’esperienza degli alpinisti e decise di affidarsi ad Alippi che scelse i compagni di viaggio in base anche al carattere. “Non era una cosa tecnicamente difficile, ma bisognava stare a lungo insieme in luoghi ristretti”.

E così il gruppo prima ancora del ghiaccio dovette affrontare l’opposizione degli argentini che sequestrarono il materiale portato dall’Italia per costruire la base italiana. Fu riacquistato tutto a Montevideo e quindi, dopo aver navigato e camminato nei ghiacci, raggiunsero quella che loro chiamarono e ancora oggi è mappata come conca Italia. Come detto per i lecchesi fu occasione per raggiungere in diciasette ore due cime davvero ostiche, rese ancor più difficili da un tempo da lupi che fece gelare le macchine fotografiche e la radio che li teneva in contatto con il campo base.

platea mostra AntartideUn vibrante filmato in presa diretta girato da Cepparo ieri ha riportato la gente presente all’incontro a quei momenti.

Per presentare cos’è attualmente l’Antartide è arrivato a Lecco uno che la frequenta per lavoro: Fabio Baio, geologo. Ha descritto la presenza di due basi scientifiche italiane, una in collaborazione con i francesi. Si tratta di realtà importanti nella ventina di nazionalità al lavoro nell’area, a cnhe se ad eccellere sono gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.

Monti Sorgenti 2013 terza edizioneAl tavolo dei relatori pure gli scrittori Ruggero Meles e Mirella Vescovi Tenderini e il figlio di Renato Cepparo, Roberto, che ha ricordato come il padre abbia regalato la base costruita all’Italia, la quale subito dopo se ne disfò passandola agli argentini, vanificando quello che era stato il moto interiore che aveva attivato l’eclettico e vulcanico padre a realizzare la spedizione, ossia fare qualcosa per la ricerca nazionale.

All’inizio il saluto del neo eletto presidente del Cai di Lecco Emilio Aldeghi, tra il pubblico l’inossidabile Luigino Airoldi, mito dell’alpinismo.

 

 

 

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