GALBIATE – A Galbiate l’ultimo saluto ad Angelo Spreafico, 62 anni, si è svolto in forma strettamente privata, senza alcuna cerimonia funebre. L’uomo, trovato mummificato nella sua abitazione di via Sant’Alessandro il 7 agosto scorso, è stato cremato e la sua urna è stata tumulata giovedì, alla sola presenza del fratello.
La scelta di non celebrare alcun rito funebre è stata presa proprio dal fratello Francesco Spreafico, attualmente indagato per occultamento di cadavere.
Secondo le indagini, la morte di Angelo sarebbe avvenuta per cause naturali circa tre anni prima del ritrovamento; l’uomo si era completamente isolato sin dall’inizio della pandemia e l’accusa ipotizza che il fratello abbia ignorato deliberatamente l’assenza di segni di vita provenienti dal suo appartamento, dove le tapparelle erano sempre abbassate.
In tutto questo tempo, Francesco ha continuato a vivere al piano inferiore della stessa casa, senza mai dare segnali di allarme. Ogni giorno si recava regolarmente al lavoro come operatore socio-sanitario presso la Rsa “Casa del cieco” di Civate, dove prestava servizio per conto della cooperativa “Il Ponte”.
Dopo l’autopsia, le autorità hanno autorizzato la restituzione delle spoglie alla famiglia, che ha proceduto con la sepoltura in forma strettamente privata.
RedCro
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