NEL 2020 GLI UFFICI COMUNALI
IN VIA MARCO D’OGGIONO.
VOTATO IL CRONOPROGRAMMA

LECCO – Lunedì sera in Consiglio Comunale si discute dell’acquisto dell’edificio in via Marco D’Oggiono (ex Politecnico) che verrà adibito a nuova sede comunale.

L’assessore Gaia Bolognini spiega così la proposta: “Nel 2016 i rilievi effettuati sugli stabili di proprietà del Comune hanno evidenziato varie situazioni di criticità. Da quel momento, l’Amministrazione Comunale ha lavorato costantemente per trovare una soluzione sicura e dignitosa sia per i propri collaboratori che per i cittadini”.

Nell’ottica di un progetto di riqualificazione del patrimonio immobiliare del Comune, si è quindi proceduto alla stesura di un protocollo d’intesa, firmato nel luglio 2017 dall’allora presidente della Regione Roberto Maroni, il presidente della Provincia Flavio Polano e dal sindaco Virginio Brivio. Il protocollo ha ridefinito la distribuzione di alcuni immobili di proprietà pubblica: Regione e Provincia troveranno collocazione nell’attuale sede della Provincia di Corso Matteotti; gli spazi liberati dagli Uffici Territoriali Regionali in Corso Promessi Sposi accoglieranno gli uffici dell’ATS; gli spazi resi disponibili da ATS in via Tubi accoglieranno il Centro Diurno e il Centro Psico-Sociale; l’immobile di via Marco d’Oggiono di proprietà di Regione viene reso disponibile per accogliere la nuova sede del Comune.

“Stiamo parlando di un immobile di oltre 5.000 mq, in centro città, con due accessi e collocato in posizione strategica. Non esistono altri immobili pubblici che abbiamo queste caratteristiche” precisa Gaia Bolognini. E sottolinea a più riprese: “La straordinarietà di questo accordo sta proprio nell’essere un’operazione interamente pubblica”. A parere dell’amministrazione, “quella trovata è una soluzione concreta, sostenibile finanziariamente e inoltre apre la strada per un nuovo scenario di rigenerazione urbana, riconversione, valorizzazione ed alienazione del patrimonio immobiliare pubblico”.

Secondo il cronoprogramma presentato in Consiglio, la progettazione definitiva verrà presentata entro febbraio 2019 mentre la fine dei lavori è prevista per giugno 2020: “gli uffici operativi comunali verranno trasferiti interamente in via Marco d’Oggiono, ma la sede istituzionale e di rappresentanza resterà Palazzo Bovara, con il possibile abbattimento delle superfetazioni che affacciano in piazza Sassi”, commenta sempre Bolognini. E conclude: “Questo passaggio permetterà una razionalizzazione dell’accesso a Palazzo Bovara e alla stazione ferroviaria con una migliore fruibilità per i pendolari e una sistemazione della piazza con più spazio per gli utenti. La sede di via Sassi, a seguito di cambio di destinazione d’uso, potrà essere alienata”.

Ribatte subito il consigliere Alberto Anghileri per Con la sinistra cambia Lecco: “L’esigenza di trasferire l’edificio potrebbe essere un’occasione per rivitalizzare piazza Garibaldi, perché non c’è un progetto per il futuro di quella zona”. E commenta: “Sono previsti solo due anni per il trasferimento degli uffici ma sono 4 mesi che chiedo di ripristinare un cestino e ancora niente non è stato fatto niente. Quindi come si pensa di gestire un’operazione così complicata? Quella di due anni mi sembra una previsione ottimistica”.

Interviene anche il consigliere pentastellato Massimo Riva per chiedere dettagli in materia di efficienza energetica dell’edificio in via Marco D’Oggiono: “Si ha intenzione di cogliere le possibilità offerte dai bandi dell’Unione, dal momento che in materia gli indirizzi europei sono favorevoli?”. Commenta invece il consigliere Cinzia Bettega per la Lega Nord: “Riconosco l’importanza di questa delibera, perché c’è da vergognarsi ad entrare negli uffici dell’anagrafe. Tuttavia sarebbe stato interessante avere qualche informazione in più su quella che sarà l’azione del Comune: non solo sulle tempistiche ma sulla tipologia di lavori che verranno realizzati”.

Per il Partito Democratico prende però la parola il consigliere Vittorio Gattari: “La delibera presentata dal nostro punto di vista ha solo aspetti positivi”. E replica ad Anghileri: “Si preferisce pagare un privato proprietario degli edifici in piazza Garibaldi invece di approntare un accordo tra enti pubblici, andando a sistemare una questione rimasta in sospeso per molto tempo?”. E conclude: “Le soluzioni temporanee sono già state poste in atto. Non siamo più alla fase di soluzioni tampone. Bisogna decidere se acquistare o meno”. La delibera viene quindi approvata con 18 voti favorevoli e 9 invece astenuti.

I.N.

 

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