LECCO – “Prepariamo sempre le partite con grande serietà, lavorando duramente a inizio settimana, indipendentemente dal risultato precedente” ha spiegato mister Valente nella conferenza pre-partita contro il Novara, atteso avversario in una sfida importante per la corsa in Serie C.
Il tecnico ha elogiato la crescita del suo gruppo dopo il largo successo sull’Arzignano (“abbiamo analizzato ciò che poteva essere migliorato e valorizzato quanto fatto bene”) e sottolineato come il Novara sia “una squadra di qualità superiore”. Valente ha poi fatto il punto sugli uomini a disposizione, gioendo per il progressivo rientro di diverse pedine: “Avere più scelta è positivo, soprattutto per i ragazzi che possono rimettersi in gioco. Marrone resta out un’altra settimana, ma Voltan e Grassini hanno ripreso pienamente. Voglio segnali forti da chi torna, nessun regalo: chi è davvero pronto si riconferma, altrimenti attendo ancora”.

Sul piano tattico, massima adattabilità: “Don può fare sia la punta, sia la seconda punta, sia l’esterno, sia il quinto se serve. Io chiedo ai miei di sapersi adattare. Per me il calcio moderno richiede giocatori polivalenti”.
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Interrogato sulla polemica con il Comune legata al campo e alle strutture, Valente ha scelto la via della concretezza: “Non mi lascio distrarre da questioni fuori dal mio controllo. Massima fiducia nella società, io penso solo al mio lavoro e a far rendere il gruppo”.
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Un passaggio anche sui giovani, fiore all’occhiello della società bluceleste: “Nel finale contro l’Arzignano erano in campo quattro o cinque ragazzi del 2006. Abbiamo un mix di giovani e più esperti, ma l’identità di questa squadra si basa sulla corsa, sull’intensità e sulla voglia di migliorare. Nei prossimi mesi mi aspetto che i ragazzi crescano ancora, fisicamente e mentalmente. Da Metlika a Mallamo, da Dongo a Rizzo, tutta la linea verde è in crescita e dà il massimo ogni giorno”.
Alla domanda su quale tipo di gruppo sceglierebbe per vincere il campionato, Valente ha risposto in modo simbolico: “Sceglierei sempre situazioni dove posso dare il mio contributo, creare e modellare la rosa, non solo prendere una squadra già fatta. Conta poter incidere, lavorare sulle convinzioni calcistiche proprie e condivise con lo staff e la società”.
RedSpo
