OPERAZIONE ANTI ‘NDRANGHETA, TOCCATO ANCHE IL LECCHESE: PERQUISITI DUE EDIFICI

DIA LOGOMILANO – Ci sono anche alcuni risvolti che toccano la provincia di Lecco nell’operazione della Polizia eseguita oggi a cavallo tra la Lombardia e altre regioni italiane, con decine di arresti al termine di un’indagine su presunti appartenenti alla ’ndrangheta operanti in Brianza. Effettuate anche diverse perquisizioni con sequestri di beni mobili e immobili e di società per un valore di decine di milioni di euro.

Due delle perquisizioni sono state effettuate proprio in provincia di Lecco: una in Valsassina (Pasturo) ed un’altra a Casatenovo. Non si tratterebbe di persone strettamente connesse con l’organizzazione ma nelle abitazioni sarebbero stati cercati documenti collegati all’inchiesta.

L’inchiesta è stata condotta dalla Squadra Mobile di Milano e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Emesse 40 ordinanze di custodia cautelare con accuse a vario titolo per gli arrestati: associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni e società. Reati in gran parte aggravati dall’utilizzo del metodo intimidatorio tipicamente mafioso e dalla finalità di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa.

Scoperta a Seveso una vera e propria “banca clandestina“, grazie alla quale venivano riciclati i proventi di usura ed estorsioni, in forza di una vasta rete di società ma anche della collusione di imprenditori e impiegati bancari e delle poste.

I poliziotti hanno scoperto inoltre che i capitali accumulati, oltre ad essere esportati in Svizzera e a San Marino, venivano reimpiegati dall’organizzazione attraverso l’acquisizione di attività economiche nel settore edilizio, negli appalti e nei lavori pubblici, nei trasporti, nella nautica, nelle energie rinnovabili e nella ristorazione. Secondo gli investigatori, inoltre, i membri dell’organizzazione avevano anche disposto una raccolta di denaro per sostenere i familiari di ‘ndranghetisti detenuti.

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