OPINIONI/IL MIO 2 GIUGNO
È E RESTA IL 25 APRILE

Cara Lecconews

Perché il 2 giugno si festeggia ciò che successe il 25 aprile 1945: la Liberazione dal nazifascismo e la fine della guerra.

L’Italia si basa sull’antifascismo, la Costituzione si basa sull’antifascismo, ognuno di noi deve (o dovrebbe) avere insito in sé l’antifascismo. Perché “antifascismo” è libertà, rispetto, pace, solidarietà, fratellanza.

Invece il 2 giugno è sempre più solo una parata di Istituzioni, militari, cavalieri del lavoro con amici parlamentari, potere, eserciti e arsenali.

Il 2 giugno non è più da un bel po’ come il Discorso sulla Costituzione fatto da Calamandrei nel 1955 agli studenti.

Oggi assistiamo alla mortificante sconfitta di quegli Ideali in un’Italia in cui i fascisti di un tempo, svestita la camicia nera, riprendon sempre più potere.

Quegli ideali che avevan fatto scrivere ai Partigiani che “la Repubblica è fondata sul Lavoro” e, invece, da decenni, non c’è più una politica per questo, sempre più precario, con meno diritti e pochissima possibilità, per chi ce l’ha, di pianificare un futuro dignitoso.

Quegli ideali di pari dignità dei cittadini, diritti dello straniero, ripudio alla guerra, rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale.

E invece siam sempre più in balia di finanza, mercati, ipocriti politicastri, potere, Draghi e camaleonti, degli interessi particolari e non per il Bene Comune.

Di una Repubblica che spende 71 milioni di euro al giorno per gli armamenti e chiede offerte per la Protezione civile.

W l’Italia, l’Italia che Resiste.

Paolo Trezzi

 

 

 

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