ORA C’E’ IL BANDO: SI VENDE VIA ROMA 51-PALAZZO GHISLANZONI

VIA ROMA 51LECCO – 4432 euro al metroquadro. Questa è la base d’asta per comprare, dal Comune di Lecco, l’antico Palazzo Ghislanzoni, nel cuore della Città, in via Roma 51, già pensato come sede degli Uffici municipali dallo stesso benefattore, Luigi Ghislanzoni, (lo fu dal 1893 al 1928), e finito per essere, maldestramente, sede del Cdz Zona1 e rifugio di diverse associazioni ora sfrattate con una lettera bollata dal sindaco Virginio Brivio.

La notizia ormai è risaputa da diversi mesi ma è di lunedì scorso la pubblicazione del Bando di Vendita.

Le offerte di acquisto, che difficilmente mancheranno visto il prestigio e l’ubicazione e i relativi pochi vincoli presenti, potranno essere espresse entro le ore 12 del 5 agosto al Protocollo di Palazzo Bovara.

Una fine ingloriosa da quel 1891, anno della donazione testamentaria. Lasciato cadere a pezzi, male e poco valorizzato, senza manutenzioni, non a norma, ma pur sempre un edificio che è storia. Che è Lecco.

Fra poco meno di tre settimane, salvo qualche colpo di scena da carta bollata, o di mecenati meno probabili, Lecco, nella sua accezione pubblica e collettiva, perderà un altro pezzetto di storia e patrimonio.

Con 4432 euro al mq, per 898 mq. di superficie totale, che ne portano il valore di vendita a sfiorare i 4 milioni di euro ( base d’asta) diremo arrivederci ad un “bene comune”.

4 milioni di euro che servono come la manna, come l’acqua nel deserto, al Comune per provare a stare nel Patto di stabilità, per fare almeno una o due cose che non siano semplice rattoppo di buche nelle strade. Per rimediare a tutte le sue occasioni mancate.

Un emendamento approvato con soli due voti contrari (Magni/Sel e Zamperini/FdI – la Lega è uscita dall’aula prima del voto) nel consiglio comunale del 29 aprile, figlio degli equilibrismi della maggioranza, delle correnti interne al Pd e del volerci essere del Pdl, hanno indicato i proventi della vendita dell’immobile ad uso della ristrutturazione di Villa Manzoni e del Centro sportivo. Dal consolidamento della struttura del Caleotto ora in perenne rischio di crollo e incendio, alle vetrate del Bione.

Pochi o nessuno realmente anche in città si sono opposti all’alienazione del Palazzo Ghislanzoni.

In maniera un poco velleitaria, per alcuni mesi, con conflitti di interessi politici al proprio interno – c’erano membri della maggioranza a fare da carota e bastone – ha provato a raccogliere firme e stilare una bozza di progetto di recupero, l’Associazione viaRoma 51, bella grafica ma poco concreti.

Qualche idea, seppur confusa e poco praticabile senza sostegno associativo, ancor meno con disponibilità di soldi, si è arenata come una bolla di sapone alla domanda della Commissione Consigliare sul Bilancio: “Va bene, fateci vedere progetto, business plan e fonti di finanziamento”.

Puff!!

Resta invece in piedi la critica culturale venuta in primis dallo storico locale Gianfranco Scotti, certo non ostile alla maggioranza, tanto da esserne candidato alle ultime amministrative, che in sintesi sostiene, giustamente, che mettere come è stato messo sul mercato un edificio così strettamente legato alla storia della città, disperdere e dissipare una eredità morale, trasformando l’edificio in un’operazione di speculazione è una volgare violenza verso la città e verso Luigi Ghislanzoni il quale aveva lasciato a Lecco, la sua città malgrado si fosse poi trasferito a Como, ingenti capitali per sostenere le pubbliche istituzioni, per alleviare le sofferenze dei poveri.

Questa memoria in effetti non ha prezzo, purtroppo invece per lo stabile uno è stato trovato. Alla faccia del vincolo morale che affossiamo e spazziamo via in nome di una mera esigenza di cassa.

I pretendenti all’acquisto, come è evidente, non possono che essere innanzitutto imprese edili, più che facoltosi imprenditori per un proprio trasferimento di domicilio. Bisogna quindi aspettare ancora poche settimane per capire chi, lì, in Contrada Larga, potrebbe avere interessi edificatori e di volumetrie.

Fare l’affare giocando sulla fame di soldi del Comune.

Sempre che qualche avvocato non riesca prima a dimostrare, per esempio, che gli accordi intercorsi con gli eredi del benemerito Luigi Ghislanzoni avvenuti in due tempi, il 01 aprile 1924 (rep.917 Segretario Comunale) e il 26 luglio 1956 (rep.8735 S.C) di cui il Comune si fa forza per avvalorare la vendita, e che appunto ne permettevano più o meno l’alienazione se reinvestiti i proventi in Opere pubbliche nonché all’individuazione e sistemazione anche con decori della tomba di famiglia al Cimitero Monumentale per lo stesso Luigi Ghislanzoni e i suoi eredi, non siano invalidi. Privi di valore.

Intanto il Bando prevede la possibilità di un sopralluogo da richiedere con appuntamento, al servizio Patrimonio (tel.0341 481.329–282 e-mail: luca.ronzani@comune.lecco.it); vale la pena farlo, poi saranno probabilmente parcheggi e appartamenti

Il Bando segnala che alcune Associazioni sono ancora, senza titolo, all’interno dello stabile e che il Comune si è attivato per un rilascio bonario anche cercando – come prevede la delibera di Aprile – soluzioni alternative dove ospitarle. Nel caso non riuscisse a d allontanarle, potrà pensarci l’acquirente alle azioni che riterrà del caso.

Si prospetta la Celere?

Bisogna quindi aspettare ancora un poco per capire se lì, in Contrada Larga, arriverà prima l’Avvocato o le Forze di Polizia.

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Comunque la pensiate qui siete i benvenuti

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