ORDINANZA DECORO, BRIVIO:
“RENDERE PULITE LE PIAZZE,
NON FARE PIAZZA PULITA”

virginio brivioLECCO – Svolta, pugno duro, tolleranza zero sono le parole con le quali si è titolato il provvedimento del Comune diretto a “mettere ordine” in città sotto il profilo di quello che voglio chiamare “convivenza civile”.

Non sto a sindacare i vocaboli scelti che hanno l’obbligo della sintesi e il dovere di interessare i lettori. Ma vorrei in poche righe andare oltre e precisare le ragioni che hanno portato a queste misure che non sono figlie dell’emergenza, ma più semplicemente aggiuntive e mirate a risolvere problemi che via via si manifestano.

Sono stati individuati da tempo luoghi sensibili in città, su tutti cito l’area esterna (e non solo) della biblioteca, spesso trasformati in bivacchi sgradevoli quando non ostili agli utenti. Va da sé che i compiti in materia di ordine pubblico sono distinti tra Polizia locale e Forze dell’ordine tout-court, ma va anche detto che il confine è labile al punto che solo una collaborazione fattiva e quotidiana garantisce risultati concreti.

Una città come Lecco deve avere garantiti il decoro e la sicurezza, perciò chi compie questo “attentato” alle persone deve essere fermato e “espulso” dalla città. Non è la logica dell’avvertimento, non proprio nelle nostre attitudini, ma un’azione preventiva che eviti misure più drastiche e necessariamente repressive.

Anche il termine “accattonaggio” è sbocciato in questo contesto mediatico e voglio dire che occorre fare una netta distinzione tra il mendicante e chi invece, col pretesto dell’obolo, fa in qualche modo “violenza” ai cittadini e alle persone anziane in particolare. Ora io credo che la carità, specie in un Paese con forti radici cristiane, sia ancora un valore fondamentale soprattutto nell’epoca della responsabile accoglienza. E tuttavia, se ciascuno con i propri comportamenti risponde individualmente alle richieste di aiuto, quali che siano, è chiaro che le Istituzioni debbano mettere in campo risorse e le sensibilità necessarie per poter iscrivere Lecco al rango delle città civili.

E’ fondamentale non confondere certi comprensibili fastidi con manifestazioni di palese intolleranza che sono la benzina per sbocchi magari inaccettabili e comunque assai lontani dal creare quella cultura dell’integrazione sulla quale dovrà misurarsi, già da oggi, la società del domani.

Provo ad usare, in chiusura, lo stesso stile sintetico dei commentatori di professione per dire che “non vogliamo fare piazza pulita, ma rendere pulite le piazze“, le strade, i luoghi pubblici nel segno di un’azione che non si risolve con un provvedimento (consultabile qui), ma con una strategia coerente e permanente!

Virginio Brivio

 

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