PAOLO DI NUNNO: L’UOMO CHE RIPORTÒ LA CALCIO LECCO IN B DOPO 50 ANNI

LECCO – Paolo Di Nunno, figura carismatica del calcio italiano, è scomparso all’età di 77 anni stroncato da un malore improvviso a Cormano. L’ex presidente della Calcio Lecco, artefice del ritorno in Serie B dopo 50 anni di assenza, lascia un’eredità di passione e tenacia nel mondo del pallone.

Di Nunno assume la guida del Lecco il 9 giugno del 2017, aggiudicandosi l’asta del tribunale e rilevando una società in difficoltà dopo il fallimento. Sotto la sua presidenza, il 31 marzo del 2019, i blucelesti vincono il girone A della Serie D con cinque giornate di anticipo con 86 punti, siglando il ritorno in Serie C dopo l’ultima stagione tra i professionisti nel 2011-2012. La Calcio Lecco resta in C per due stagioni fino alla stagione 2022-2023, quando conquista la promozione in Serie B vincendo lo spareggio contro il Foggia. Nella successiva stagione retrocede di nuovo in C. Rabbioso e sfiduciato, Di Nunno cede il club alla famiglia Aliberti, attuale proprietaria della società.

Nato a Canosa di Puglia, Di Nunno perde una gamba da giovane in un incidente agricolo con un aratro, ma non si arrende: si trasferisce a Milano, impara un mestiere e costruisce un impero imprenditoriale. Presidente onorario del Canosa e del Seregno, tenta anche di rilevare il Bari nel 2018 senza successo, ribellandosi spesso al “sistema” calcistico con dichiarazioni dirette e anticonformiste.

Recentemente, Di Nunno era diventato presidente della Baranzatese in Promozione lombarda, succedendo a Martino Mosconi e portando entusiasmo senza ulteriori investimenti. La società milanese lo ha ricordato con un commosso annuncio, lodando la sua dedizione, mentre Lecco e altre realtà esprimono dolore per la perdita di un leader appassionato. Lascia otto figli e tredici nipoti.

RedSpo