PAOLO ROTA, DA 40 ANNI GURU
DEL CALCIO NOSTRANO.
LOCATELLI LA SUA STELLA,
GIÀ SCOVATI ALTRI TALENTI

LECCO – Paolo Rota, 72 anni di Chiuso, a smettere, dice lui, non ci pensa davvero. Un nome una garanzia nel mondo degli osservatori italiani. Tanti i talenti da lui scoperti e lanciati tra i professionisti, basta fare un nome per rendersene conto; quello dell’azzurro galbiatese in forza alla Juventus Manuel Locatelli.

Attualmente alle dipendenze del Monza di Galliani e Berlusconi, Rota da sempre è alla caccia di nuove piccole promesse: scoprire ragazzini sin dai primi calci, intuirne da subito le potenzialità, anticipare la concorrenza sono i cavalli di battaglia che lo hanno portato in alto.

Davvero molti i ragazzi lanciati; dal citato Locatelli ad Andrea Conti del Milan, il portiere Daniele Padelli attuale riserva dell’Udinese, e in precedenza il difensore di Lomagna Marco Motta, tanto per citare i più meritevoli. Brescia (5 anni), Atalanta per ben 25 stagioni, Milan (5) Lazio (3) e ora Monza i luoghi delle sue esperienze.

Allora Rota; da dove partiamo?
Mah, sicuramente da Bergamo dove ho lavorato per ben un quarto di secolo. Un’esperienza bella e importante. All’Atalanta portai nelle categorie pulcini Manuel Locatelli e Andrea Conti, quest’ultimo della Bonacina, ma anche Andrea Arrigoni di Bellano ora al Teramo. L’attaccante di Maggianico Salvatore Elia (Benevento), Luca Barlocco di Merate (ora all’Entella), il liernese Riccardo Gatti (attualmente a Catanzaro). Padelli invece lo portai a Lecco da Allievo ma in seguito i blucelesti fallirono e si chiuse anche la mia breve parentesi alla Calcio Lecco.

Senza dimenticare il portiere di Osnago Francesco Rossi, esatto?
Assolutamente, lui dopo un lungo girovagare in serie C da anni è tornato all’Atalanta anche se nel ruolo di terzo alle spalle di Musso e Sportiello.

Rota, sono tante le formazioni blasonate in cui ha lavorato, ma come si diceva Bergamo è rimasta dentro in fondo al cuore…
Sinceramente anche nelle altre piazze mi sono trovato bene, ma frequentare un ambiente per 25 anni ti lascia qualcosa dentro. Credo sia normale.

Tante belle gioie ed emozioni vissute in questi anni, inutile però ricordare che il trio Motta, Conti e Locatelli abbiano un angolino riservato nel suo libro dei ricordi. È così?
E come potrebbe non esserlo, tre ragazzi del nostro territorio che hanno vestito l’azzurro (NDR sia Motta che Conti hanno giocato una gara con la nazionale maggiore), anche se Manuel sta toccando dei valori eccelsi, forse immaginabili, ecco ritengo siano loro il fiore all’occhiello della mai lunga carriera.

Peccato che gli infortuni abbiano bloccato l’ascesa di Conti.
Vero, Andrea all’Atalanta stava raggiungendo dei picchi di rendimento altissimi poi al Milan non ha avuto fortuna – le due fratture al crociato gli hanno tarpato le ali, dispiace.

E Manuel?
Sono contento e orgoglioso di lui, come ho ricordato sta facendo molto bene insomma aver scoperto un ragazzo diventato poi campione d’Europa per me è un grande onore.

Parliamo adesso del Rota al Monza.
Un’esperienza in parte bloccata dal virus ma che sta procedendo abbastanza bene. La società è ambiziosa: io al solito mi occupo dei ragazzini delle giovanili e devo dire che con i miei responsabili Angelo Colombo (attività di base) e Colacone dell’agonistica sto istaurando un buon rapporto.

Chi saranno i nuovi Locatelli del territorio lecchese?
Diciamo che a Monza ho portato diversi ragazzini, tre dei quali hanno le potenzialità per fare calcio vero e farlo diventare una professione. Ritengo sia comunque meglio non fare alcun nome, lasciamoli tranquilli.

Possibile almeno sapere chi ha portato in biancorosso?
Detto che i nomi di battesimo non li rammento, eccoli: abbiamo Tantardini (attaccante) poi Mainetti (c), Polognoli (d), Piscinelli (a), Cazzaniga (d), Origo (d), Pasini (a) e Manzoni tutti nati tra il 2006 e il 2009.

Alessandro Montanelli

 

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