PARCHEGGIO PARROCCHIALE CHIUSO A ROSSINO, LA PROTESTA IN UN CARTELLO

CALOLZIOCORTE – A Rossino cresce il malcontento per la chiusura del parcheggio parrocchiale adiacente all’oratorio, sbarrato da inizio dicembre su decisione del parroco don Marco Tasca. Nelle scorse ore, sul cancello dell’area è comparso anche un cartello dai toni durissimi, con cui alcuni residenti contestano apertamente la scelta del sacerdote.

Nel messaggio, affisso alle inferriate, si legge: “Signor parroco, chiudere questo spazio va oltre ogni immaginabile porcata. Il parcheggio è stato realizzato con i contributi e le offerte dei rossinesi”, sostenendo che, pur essendo formalmente privato, dovrebbe restare a disposizione della comunità.

Su questo punto è intervenuto anche il capogruppo di minoranza Diego Colosimo, che ha presentato un’interrogazione scritta al sindaco chiedendo di fare piena luce sulla vicenda. “La chiusura – ha dichiarato il consigliere – ha riportato alla luce una questione mai chiarita del tutto: la reale natura dell’area e il suo regime d’uso. Da oltre trent’anni, infatti, quello spazio è utilizzato quotidianamente non solo dai residenti, ma anche da chi accede ai servizi essenziali presenti nelle immediate vicinanze: farmacia, ufficio postale, medico di base e cimitero. La sua indisponibilità sta creando difficoltà concrete, soprattutto per anziani e persone con disabilità”.

Il consigliere chiede all’amministrazione di stabilire se l’area sia da considerarsi pubblica, privata o privata ma gravata da un uso pubblico consolidato nei decenni. E aggiunge che, qualora risultasse effettivamente di proprietà della parrocchia, il Comune dovrebbe indicare quali azioni intenda intraprendere per reperire nuovi posti auto in una zona oggi chiaramente insufficiente rispetto alle esigenze della frazione.

Dal canto suo, don Marco aveva già spiegato che il parcheggio, essendo privato, è stato spesso oggetto di utilizzi impropri. Per le funzioni religiose, secondo il sacerdote, viene già aperto il parcheggio interno dell’oratorio, e la Curia da tempo sollecita una gestione più rigorosa dell’area.

A oltre un mese dalla chiusura, appare evidente che la linea scelta dal parroco sia quella di mantenere il cancello sbarrato. Resta ora da capire se la protesta dei residenti e l’intervento politico possano riaprire il confronto.

RedCal