PARITARIE, TREZZI: “SCAVARE
PER USCIRE DA UNA BUCA”

La lettera dei capigruppo di maggioranza sulle Paritarie – e le successive repliche dell’opposizione – ​ sono il tentativo di uscire da una buca scavando.

Insomma un diversivo. Peggio. Una manfrina.
In tedesco c’è una parola più efficace: “Verschlimmbessern”, peggiorare le cose in un onesto ma fallimentare tentativo di migliorarle.

Lettera e repliche politiche non dicono nulla di più e, ancor meno, di concreto ma svelano allodole e specchietti. Fumo e incapacità.

Con evidenza, infatti, proprio le argomentazioni che scrivono sono la ceralacca delle loro contraddizioni, del mettere assieme addendi (calo demografico, cambio dei tempi, disabilità) e poi volutamente sbagliare le somme.
Fanno, al più, una diagnosi ma non affrontano la cura. Per interessi di parte non gli conviene.

Il peccato originale della maggioranza è il dover tenere il piede in due scarpe ma non accorgersi dei buchi nelle suole. È il dover far credere di non dare privilegi ma continuare a darli. E per l’opposizione farsene dare di più, e far credere che non siano privilegi.

Questa convenzione è un lusso, ma nessuno in Comune e paritarie, può dirlo

L’errore a monte è l’aver già dato di più, molto di più, di quanto fosse giusto dare. Come dichiarava peraltro uno stesso pur smemorato firmatario della lettera, Anghileri
E, nonostante questo son stati in grado di farsi prendere a sberle da paritarie e opposizione

È un lusso questa Convenzione
Calano, da anni, gli iscritti, – 25%, però gli si aumenta il contributo;

Calano gli iscritti ma le sezioni restano uguali
Così quei micro-plessi che non han nemmeno i numeri per restare aperti.

​Gli si garantisce pure, a differenza delle statati, una semplificazione della rendicontazione che ne riduce, nei fatti, trasparenza e controllo;

Si sostengono ancora gli iscritti non residenti al posto di far sì che se ne facciano capo, per corresponsabilità, i Comuni di provenienza

Non si entra nel merito della modulazione delle rette ora privilegio iniquo proprio ai più ricchi

Se ne allunga la durata, da 3 a 5 anni, ampliando così vantaggi all’associazione

Si elimina pure il vincolo dell’obbligo della progettualità per riconoscere il 5% dell’importo che la stessa maggioranza voleva portare al 30% (l’Assessore Torri però non ne ha parlato)

Nemmeno un accenno al fare accordi diretti più puntuali e mirati con le singole scuole.

Insomma, nessuna cura davanti a una diagnosi impietosa, a dimostrazione della poca serietà e del livello imbarazzante della politica.

Abbiamo toccato il fondo e cominciamo a scavare.

Paolo Trezzi
Lecco

 

 

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