PIANO STRATEGICO DEL TURISMO:
SI PARTA DAL MANZONI
(O QUEL CHE NE RESTA)

alessandro manzoniLECCO – E alla fine la montagna partorì il topolino. Dobbiamo attrarre il turista sfruttando il nome del Manzoni. E’ questo che emerge dalla lettura degli allegati alla Delibera di Giunta nr 89 del 20 giugno 2013 pubblicata sul sito del Comune di Lecco: “Piano strategico comunale per lo sviluppo turistico della città di Lecco con realizzazione delle azioni di marketing e di comunicazione. Approvazione iniziativa.

Il tutto è costato 16797,60 euro riconosciuti alla società Struttura Consuting srl di Roma a fronte di un ribasso del 30,01% dall’importo inizialmente stanziato dal Comune.

Con infinita calma, evidentemente forte della consapevolezza dell’urgenza del rilancio turistico della città, l’amministrazione comunale dopo l’indizione della procedura del 26 novembre 2010 con determina nr 1151, dopo l’assegnazione definitiva dell’incarico alla Società con la determina nr.809 del 25 ottobre 2011, dopo la firma del Contratto del 29 marzo 2012, dopo il Piano Strategico redatto con data 27 luglio 2012, dopo il passaggio in Commissione consigliare del 29 gennaio 2013…ha finalmente approvato l’iniziativa il 20 giugno scorso.

Intanto nel Bilancio di previsione che l’assessore Elisa Corti ha illustrato al Consiglio e ai cittadini (pochi) che hanno partecipato al tour nei rioni delle scorse settimane, alla voce Turismo sono stati stanziati la bellezza di ben 90,000 euro: un’enormità se servono per le patatine e i salatini, un’inerzia, un’offesa, per tutto il resto.

Fortunatamente del Manzoni a Lecco non è rimasto quasi più nulla e anche la sua Villa al Caleotto, è messa talmente male che non è escluso che prima o poi crolli, vista la cura nella conservazione e manutenzione che ci dedica il Comune.

IMG_1242Il “Piano Strategico”, 152 pagine, voluto dal Comune segue comunque e inevitabilmente questo filone al fine, sempre all’interno del Sistema Turistico del Lago di Como, di rinnovare l’offerta turistica del territorio, ampliando le “chiavi di lettura” e i “motivi di visita”; potenziare lo sviluppo socio-economico della città individuando con gli operatori opportunità di servizi e prodotti, rafforzare il senso di appartenenza e la partecipazione della cittadinanza, potenziare la partecipazione turistica attraverso la differenziazione puntuale dei prodotti turistici e riqualificare il posizionamento della città di Lecco nel contesto dell’offerta culturale lombarda. Il tutto con varie anime e percorsi. Quello scolastico, l’unico ad ora che tiene, quello religioso, quello degli affari, tenendo un occhio di riguardo per questo all’area della Brianza, ed infine quello culturale. Ovviamente per ognuna di queste vie è stata individuata una serie di priorità che sfoceranno, inizialmente in Mostre dedicate al romanzo, ad una nuova e più adeguata segnaletica e a costruire legami con altri partner pubblici e privati per la promozione diffusa nonché la predisposizione di materiale divulgativo, di gadget e e di merchandising (magliette, spille, poster) e guide oggi decisamente materiale precario o addirittura inesistente.

Visti i risicati soldi stanziati nel Bilancio di previsione 2013 è indubbio che lo sguardo per concretizzare almeno in parte questi buoni propositi sono, ancora una volta, da indirizzare altrove, in altre realtà, pubbliche e private, che lo stesso Piano Strategico individua o si auspica. Su tutte i Bandi della Fondazione Cariplo per il patrimonio culturale, l’8×1000 , l’Interreg IV C fondi comunitari in capo alla regione Lombardia. Non ultimo, fuori da queste scelte l’Expo 2015 e il percorso di fede. Fede che tra l’altro serve per non far restare questo Piano solo sulla carta. Come ormai troppo siamo abituati a vedere. Dovendo contare sempre e solo sui soldi degli altri.

PS: una nota di colore: Il Piano Strategico per lo sviluppo turistico individua tra i patrimoni culturali della città e della relativa offerta culturale Il Cinema Lariano di via Caprera che viene indicato come “attualmente non utilizzato” (lasciando intendere che, girando la chiave d’ingresso, sia possibile utilizzarlo).  Sempre in tema di strafalcioni, a pag.28, indicano, addirittura con una foto, la Villa Brini, in Piazza Castello di fianco la chiesa parrocchiale, splendida villa privata attribuita al Bovara, come Villa Badoni.

Iniziamo bene.

Il Griso

Pubblicato in: Cultura, Città, Economia, News

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