PIRALIDE/UN PARASSITA FA STRAGE
DI BOSSI IN BRIANZA

gabriele-villa-150x150BESANA BRIANZA – Moltissimi bossi, in tutta Italia, sono ormai stati colpiti da un terribile parassita, ancora abbastanza sconosciuto: la Piralide del Bosso. Gli arbusti, divorati dalle larve, appaiono ad un occhio inesperto come “seccati” e nel giro di poche settimane muoiono. Il fenomeno, che ormai ha distrutto i giardini di ville storiche come Villa Arnaboldi a Bosisio Parini ed è stato segnalato anche a Suello e Galbiate, sta via via salendo verso la zona del Lario e della Valsassina. Demetra Cooperativa Sociale Onlus, con sede a Besana Brianza, da tre anni ne monitora, grazie alle segnalazioni della rete, la diffusione.

Intervistiamo Gabriele Villa (nella foto in alto), tra i fondatori della Cooperativa, per conoscere meglio la situazione attuale.

piralidebossoDa dove viene questo parassita?
La Piralide del Bosso (Cydalima perspectalis – Walker, 1859) è un lepidottero, ovvero una farfallina che nella sua fase di larva (bruco) è un vorace parassita di alcune specie vegetali.
Accidentalmente è stata introdotta in Germania, Svizzera e Francia dai paesi di origine (Cina, Corea, Giappone) tra il 2006 ed il 2008 In Italia è stata segnalata per la prima volta nel 2010. La sua diffusione è tutt’ora in atto in Europa favorita dalla mancanza di antagonisti naturali nel nostro ambiente e per questo l’European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO) ha inserito la Piralide del Bosso nella sua “Allert list” o lista di attenzione.

Quali piante colpisce?
Attacca diverse specie di Bosso (Buxus sempervirens) detto anche Martello, una pianta che tutti conoscono di uso prevalentemente ornamentale, assai diffusa e tipica di ville, di giardini storici all’italiana e di cimiteri. In misura minore la Piralide può nutrirsi anche a spese della tappezzante Pachisandra (Pachisandra terminalis), anche questa, specie abbastanza comune nei nostri giardini.

Quali sono i sintomi per riconoscerla? pirbossoadul
L’adulto è una farfalla di media grandezza, ma il problema è determinato dalle larve, di colore verde e nero che per alimentarsi erodono le foglie, in parte o interamente, ad esclusione delle nervature. Si cibano anche della corteccia dei germogli giovani.
La siepe colpita si presenta ricoperta da filamenti simili a seta e con le foglie ingiallite e deteriorate che ad un’attenta osservazione si scoprono infestate da queste brulicanti larve.

Qual’ è la sua diffusione attuale?
Ormai la diffusione di questo parassita è generalizzata in tutta la Brianza, per cui chiunque abbia delle piante di Bosso nel proprio giardino presti molta attenzione. Più l’intervento è tempestivo meno danni subisce la pianta

DSCN2151Come si può sconfiggere o prevenire?
Purtroppo non è immaginabile la sconfitta della Piralide: come tutte le infestazioni sostenute da insetti provenienti da altre parti del pianeta avrà, nei primi anni di insediamento, uno sviluppo molto forte dovuto alla mancanza di nemici naturali. Con il tempo l’epidemia tenderà a raggiungere un certo equilibrio, sia per la lotta attiva al parassita, che per lo sviluppo e la diffusione di nemici naturali.
In natura quindi non c’è possibilità, e neppure è sostenibile, l’idea di distruggere totalmente un parassita: tutte le azioni che possono essere messe in campo sono dunque dirette a contenerne gli effetti negativi attraverso un controllo della popolazione o della sua diffusione.
L’unica azione “preventiva” possibile è il monitoraggio accurato e periodico, dalla primavera in poi, delle piante di Bosso, in modo da intervenire tempestivamente nel caso si notasse la presenza di questi temibili bruchi.
La lotta che può essere applicata per il controllo della Piralide del Bosso può prevedere l’utilizzo di insetticidi di sintesi oppure di prodotti di origine biologica. .Nel caso della lotta chimica i prodotti che possono essere utilizzati sono insetticidi a base di Piretroidi questi prodotti hanno una bassa tossicità per l’uomo e gli animali in genere, ma sono molto efficaci sulle larve della Piralide. Per quanto riguarda i prodotti biologici è possibile usare soluzioni a base di Piretro naturale oppure più efficacemente un prodotto a base di Bacillus Thuringiensis. piralide1Quest’ultimo prodotto, completamente innocuo per l’uomo, contiene alcune tossine estremamente letali per le larve di lepidottero, l’unico limite è dato dalla necessità che questa soluzione, una volta distribuita sulla pianta, venga ingerita dalle larve e di conseguenza risulta molto efficace per le larve appena nate o nelle fasi giovanili quando l’attività di alimentazione è elevata.
In sintesi, in presenza di una infestazione in corso, con larve adulte è necessario intervenire al più presto con un prodotto abbattente, insetticida a base di Piretroidi, ripetuto a distanza di 3-4 giorni. Poi in seguito, per il contenimento dell’infestazione si può proseguire con un prodotto a base di Bacillus Thuringiensis, seguendo scrupolosamente le indicazioni per la preparazione della soluzione.

Chiara Vassena

 

 

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