PIZZERIA DELLA LEGALITÀ:
LA PIZZA SI STA RAFFREDDANDO

Maroni wall streetLECCO – Roberto Maroni l’aveva promesso: “Il 30 aprile sarò qui. Per me una pizza al prosciutto”. Nel giugno 2014 il governatore lombardo, in visita alla ex Wall street, aveva annunciato la su presenza per la serata inaugurale alla Pizzeria della legalità, in procinto di nascere sulle ceneri del locale storico della famiglia Coco Trovato proprio la sera prima dell’apertura di Expo. L’esposizione internazionale milanese però è iniziata e pure già finita, mentre la pizzeria ancora non è aperta e quella famosa pizza al prosciutto non ancora consumata dal leghista.

Due anni fa Maroni, insieme all’allora prefetto di Lecco Antonia Bellomo, al sindaco Virginio Brivio, al commissario straordinario di Aler Lecco, Bergamo e Sondrio Luigi Mendolicchio e a Enrico Fontana, allora coordinatore nazionale di Libera, avevano firmato un accordo di programma per far partire un locale che fosse simbolo di legalità, proprio per contrastare ciò che rappresentava prima, ovvero il quartier generale della ‘ndrangheta lecchese. Ma la strada per proseguire in questo progetto è sempre stata tortuosa.

L’ultimo problema, in ordine cronologico, è che Arci Lecco, La Fabbrica di Olinda e Auser, che avevano creato un’associazione temporanea di scopo, dopo aver vinto il bando avevano annunciato di non avere i soldi “per chiedere un anticipo alla banca da restituire poi”. Quindi a luglio è stato istituito un fondo utile per raccogliere capitali indispensabili per poter avviare l’attività e pagare le prime spese.

In estate era stata annunciata l’apertura per dicembre, cercando così di sfruttare il periodo natalizio. Di fatto però sembra ancora tutto in alto mare. E la pizza del governatore rimane così ancora molto lontana dal lievitare.

 F.L.

 

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