PONTE DI OLGINATE: LAVORI PER OTTO MESI, MA DOPO IL CANTIERE DI BRIVIO

OLGINATE – Il ponte Vittorio Emanuele III, che collega Olginate a Calolziocorte e rappresenta uno dei principali assi viari tra la sponda lecchese e quella bergamasca, sarà oggetto di un importante intervento di manutenzione straordinaria. La Provincia di Lecco ha approvato il progetto preliminare, che prevede 240 giorni di cantiere e un investimento di 1,75 milioni di euro.

La notizia ha subito generato preoccupazione tra pendolari e residenti, già alle prese con la prossima chiusura del ponte di Brivio, prevista per tre mesi e destinata a durare un anno e mezzo. L’ipotesi di un secondo ponte chiuso contemporaneamente avrebbe infatti un impatto pesantissimo sulla viabilità dell’intera area.

Dalla Provincia arrivano però messaggi chiari: i tempi tecnici sono ancora lunghi. Il progetto dovrà passare alla fase definitiva ed esecutiva, ottenere tutte le autorizzazioni e poi andare in gara. L’avvio del cantiere è quindi improbabile prima del 2027, quando i lavori di Brivio saranno già conclusi.

L’ente assicura inoltre che l’intervento sarà articolato in più fasi: alcune compatibili con il traffico, altre con senso unico alternato e solo una parte con chiusura totale.

Costruito tra il 1909 e il 1911, il ponte sorge in un punto attraversato già in epoca romana, come testimoniano le antiche fondazioni che riaffiorano durante le secche dell’Adda. Nel corso del Novecento è stato più volte modificato, combinando strutture metalliche e campate in calcestruzzo.

Le indagini tecniche hanno evidenziato ammaloramenti diffusi: degrado del calcestruzzo, soprattutto all’intradosso delle campate e sui marciapiedi; criticità nelle tre campate metalliche, nei parapetti e nelle passerelle laterali; fessurazioni significative sulla volta dell’arco lato Calolziocorte; problemi ai giunti di dilatazione e allo smaltimento delle acque.

L’intervento sarà quindi un restauro conservativo mirato a ripristinare le parti danneggiate senza modificare l’impianto strutturale complessivo.

Quando il cantiere sarà operativo, è probabile che – come già accaduto per il ponte di Paderno – si renda necessaria una chiusura totale in alcune fasi. Le alternative esistono, ma per lavoratori e studenti significheranno percorsi più lunghi e tempi di viaggio maggiori.

A lavori conclusi, però, il ponte tornerà pienamente transitabile anche ai mezzi pesanti, superando le attuali limitazioni e garantendo maggiore sicurezza e capacità di carico.