POSTE, LA BATTAGLIA CONTINUA:
SEMPRE PIÙ PROBABILE
UNO SCIOPERO GENERALE

POSTALI LECCO MANIF MI.2LECCO – “Poste Lombardia, ritardi nei recapiti e servizi inefficienti negli uffici postali anche alla ripresa delle attività dopo le ferie estive. Un’azienda che, allo stato attuale, ben rappresenta il significato delle “Tre Scimmie Sacre”: non vede, non sente e non parla!“. Non hanno mezze misure i rappresentanti sindacali dei lavoratori delle poste nel giudicare questo ritorno alla normalità dopo le ferie estive. Lo sciopero generale si fa quindi sempre più probabile.

Non vede, le consistenti giacenze di corrispondenza (con i conseguenti ritardi nelle consegne) e le difficoltà di tutto il personale degli uffici postali nel fornire servizi efficienti.
Non sente, le proteste dei cittadini, delle imprese e dei sindaci riportate sempre più frequentemente dagli organi di informazione e stampa.
Non parla, non dialoga con nessuno nascondendo le pur evidenti e palesi difficoltà.

Dopo lo sciopero generale regionale del 23 maggio, e diversi mesi di sciopero delle prestazioni straordinarie, nulla è cambiato. Anzi, la situazione complessiva dei servizi offerti è persino peggiorata. Così come sono peggiorati i rapporti interni e con i rappresentanti dei lavoratori, che chiedono migliori condizioni di lavoro e servizi più efficienti per cittadini ed imprese del territorio. In data odierna è stato aperto formale conflitto di lavoro che coinvolge tutte le province lombarde, che potrebbe essere assorbito da un sempre più probabile sciopero generale nazionale che potrebbe essere programmato a breve, visti i diffusi disservizi, proteste ed iniziative simili alla Lombardia, presenti in quasi tutte le altre regioni

PACIFICO CISL POSTE MANIFESTAZIONEPer questi motivi la vertenza con le Poste in Lombardia prosegue e non si ferma, perché nessuno dei problemi e delle criticità evidenziate sono state risolte. Il personale è ancor di più diminuito per esodi incentivati (fino alla fine dell’anno saranno almeno 10 gli sportellisti che lasceranno il servizio in Provincia di Lecco, intanto la copertura dei turni pomeridiani avviene solo con prolungamenti orari, mentre gli uffici più piccoli sono costretti a lavorare sotto organico); la riorganizzazione del recapito e della logistica prosegue fra disorganizzazione ed inadempienze negli accordi sottoscritti (ormai la consegna dei quotidiani al sabato nei Comuni di Missaglia, Sirone e Molteno non esiste più a causa delle lunghe assenze, Poste non sostituisce le colleghe in maternità e si rivale su chi resta in servizio; le assenze per ferie non vengono coperte: in tutto il comprensorio di Barzanò e Casatenovo vengono erogati straordinari al sabato per smaltire quanto si accumula durante la settimana); come era prevedibile tornando a regime tutte le attività dopo la pausa estiva sono tornati ad acuirsi tutti i problemi che la nuova organizzazione del recapito aveva evidenziato, mentre i vertici di Poste usano gli espedienti più fantasiosi per nascondere tutte le inadempienze scaricando tutto sui lavoratori; gli ambienti e luoghi di lavoro non vengono messi a norma; le improprie pressioni commerciali si intensificano e vanno di pari passo con le sanzioni disciplinari.

In queste precarie condizioni, nonostante le forti contestazioni di parlamentari, rappresentanti dei cittadini e della politica, il governo vuole comunque procedere alla totale privatizzazione dell’azienda. Uno scempio per la collettività, che mette a grave rischio il servizio universale, la tenuta occupazionale e la garanzia del capitale investito da parte dei sottoscrittori, sia privati che pubblici.

Antonio Pacifico
Segreteria SLP-CISL

 

 

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