PRIMO 7 MARZO SENZA GALBANI,
MA PURE SENZA BRIVIO E POLANO.
CGIL: “NO SPAZI AI NEOFASCISTI”

pino galbani videoLECCO – La parola di Pino Galbani è risuonata nell’aula magna dell’istituto Bovara. Nonostante fosse il primo 7 marzo senza di lui, i suoi racconti sono rimasti vivi in un video mostrato alla celebrazione in memoria degli scioperi del 1944, che causarono la deportazione di 26 lavoratori lecchesi nel campo di concentramento di Mauthausen.

“Fu una guerra persa in partenza, che rovinò l’Italia” spiega il reduce dal lager sullo schermo, davanti agli studenti di alcune superiori della città, giunti per ricordare quel giorno.

giancarla pessina

La celebrazione è iniziata con la messa nella chiesa di Castello, poi il corteo ha raggiunto il parco 7 marzo per commemorare la lapide in via Castagnera. “La manifestazione, senza Pino, è più triste – afferma Giancarla Pessina di Anpi Lecco –. Questo tipo di iniziative, però, sono fondamentali per ricordare quanto accaduto e trasmetterlo ai più giovani”. Angelo De Battista, professore e presidente provinciale dell’associazione dei partigiani spiega come “anche da queste resistenze è nata la nostra Costituzione. Si protestava per avere qualche diritto in più in tutto il Nord Italia occupato, ma fu repressa con la forza”.

Il segretario provinciale della Cgil Wolfango Pirelli, in rappresentanza delle organizzazioni sindacali, ha invece sottolineato l’importanza della giornata.“Il 7 marzo deve essere utilizzato come un testimone – afferma –. È come un viaggio che continua sempre e che ci ricorda cosa è successo per evitare che si ripeta ancora”.

wolfango pirelli 7 marzo

“Sulle tematiche del lavoro noi continueremo sempre a lottare per difendere i diritti e la libertà”. Poi lancia una stoccata alla politica attuale. “Non dobbiamo limitarci a ricordare le emozioni, ma anche capire il contesto. Oggi bisogna evitare che si ripropongano le stesse ideologie e vanno quindi respinte queste forze politiche che prendono ispirazione dai movimenti fascisti e che oggi stanno tornando forti. Le istituzioni non devono concedere loro spazi”.

In sala ha presenziato il prefetto Liliana Baccari, mentre non sono riusciti a esserci il presidente della Provincia Flavio Polano e il sindaco Virginio Brivio. Al suo posto l’assessore al Bilancio Anna Mazzoleni. “Ho avuto il privilegio di ascoltare Pino Galbani  dal vivo e le sue parole erano lucide, ma non traspariva più rancore – dice –, ma era solo un ragazzo di 17 anni che protestava per un po’ di farina in più e per questo è stato internato in un lager”.

Due studentesse, invece, hanno raccontato la propria esperienza nella visita di un campo di concentramento. “Abbiamo provato molte emozioni, ma soprattutto immensità, libertà e valore”.

 

 

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