PROCESSO PER VIOLENZA PRIVATA, MA L’IMPUTATO ADESSO
È IL MARITO DELLA VITTIMA

toga-giudiceLECCO – Celebrato dal giudice Maria Chiara Arrighi un processo per violenza privata. L’imputato, come spesso capita, non era seduto a fianco del suo avvocato, assegnatogli d’ufficio, Marco Rigamonti, il quale non lo ha mai neanche conosciuto dal momento che risulta irreperibile.

Ad essere sentita, in qualità di teste e parte offesa, quella che nell’agosto del 2011 era la fidanzata dell’imputato, quando quest’ultimo, dopo un litigio, ha speronato l’auto sulla quale la ragazza si trovava con un’amica. Teste poco collaborativa, che alle domande del Vpo Pietro Bassi ha risposto per lo più con la frase “non ricordo”, costringendo il Pm ad intervenire con continue contestazioni.

Tant’è che ad un certo punto è stato proprio il presidente di giuria a porre una domanda: “Ma lei l’imputato lo ha visto ancora dopo l’episodio?”, episodio particolarmente grave, per il quale erano intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine. “Certo – ha risposto la donna – è mio marito”. “L’uomo seduto qua fuori dall’aula con i suoi due bambini?” ha ribattuto il giudice. Sì lui.

L’uomo è stato così invitato, tra lo sgomento di tutti i presenti, a sedersi al banco degli imputati; successivamente il processo è stato rinviato al 15 settembre per poter sentire i prossimi testi.

M. V.

 

 

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