PROCESSO PEREGO STRADE:
IN AULA I TESTIMONI.
UDIENZA RINVIATA A SETTEMBRE

tribunale lecco 6LECCO – Si è chiusa la fase istruttoria del procedimento penale che vede imputati i vertici ed ex dipendenti della Perego Strade di Cassago – ventuno persone in tutto, tra cui Ivano Perego e Andrea Pavone, all’epoca dei fatti ai vertici dell’azienda edile di Tremoncino – accusati di traffico illecito di rifiuti.

Questa mattina presso il Tribunale di Lecco nel corso dell’udienza presieduta dal giudice Enrico Manzi sono stati sentiti tre testimoni: Alessio Maggi, consulente della società Tecno Lario Srl, Giuliano Rossini, consulente della difesa di Ivano Perego e Clotilde Redaelli, ex dipendente della Perego Strade.

“Ho lavorato per la Perego Strade come responsabile tecnico per il trasporto dal 17 febbraio 2007 al 16 febbraio 2008 – ha raccontato in aula Magni – mi occupavo in particolar modo dei formulari e del registro carico – scarico. Per un periodo ho anche tenuto dei corsi all’intero dell’azienda per i dipendenti, per spiegare loro la maniera corretta per compilare la documentazione, perché prima del mio arrivo la società ha ricevuto tre verbali da parte dell’Amministrazione provinciale di Lecco e dei sopralluoghi dei Carabinieri e del Noe che avevano accertato delle irregolarità”. Alla domanda se Ivano Perego compilava i formulari Magni ha risposto sicuro di no specificando che “Perego gestiva l’azienda, si occupava dell’amministrazione, delle pubbliche relazioni, non certo della compilazione dei formulari”. E ancora:”Il formulario era compilato dal produttore, la prima copia andava al produttore, la seconda al trasportatore, la terza al destinatario e la quarta copia tornava indietro per ricevuta. Io pinzavo insieme la prima e la quarta e controllavo che tutto fosse corretto anche perché poi i conti dovevano tornare nel registro carico – scarico”.

Magni ha anche precisato che durante il periodo in cui ha lavorato presso la Perego non ci sono stati verbali di contestazione per ciò che riguarda il trasporto. Ha anche raccontato dell’ultimo suo periodo di lavoro definendolo “tribolato”. Magni ha raccontato di aver più volte sollecitato Perego al pagamento delle fatture:”Alla fine sono stato in azienda, lui non c’era e ho parlato con Pavone che mi ha detto “Siamo a posto così”. Ho poi deciso di lasciar perdere e non insinuarmi nemmeno nel fallimento, perché secondo me sono più le spese legali dei soldi che devi prendere. Non ne valeva la pena”.

Sempre Magni ha poi spiegato l’utilizzo del frantoio da parte dell’azienda:”Era un frantoio mobile veniva usato nei cantieri e poi riportato nel cementificio”.

L’ingegner Rossini, titolare di uno studio che si occupa di ambiente e sicurezza è stato chiamato a esporre la valutazione che ha fatto dei materiali rinvenuti nell’area che oggi è dell’Immobiliare 4c:”L’11 ottobre 2010 il Noe con il supporto di Arpa ha effettuato un sopralluogo nei quali sono stati esaminati gruppi di materiali e non è stato rilevato amianto, o meglio inferiore rispetto al limite, praticamente inesistente”.

Sulla perizia calligrafica dei 74 formulari richiesta dalle difese degli imputati, il pm Alessandra Dolci si è opposto perché a suo dire è una verifica che il giudice può effettuare, ritenendola quindi superflua.

Il giudice Manzi ha sostenuto che la perizia non fosse necessaria e ha rinviato l’udienza per la discussione il 14 settembre alle 9.30 e ha calendarizzato le successive udienze fissate al 5 ottobre alle ore 10 e il 19 ottobre sempre alle 9.30.

 

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