PROCURA, UN ANNO DI REATI:
MENO SPACCIO E STALKING
MA AUMENTANO RICICLAGGIO,
RAPINE E TRUFFE ON LINE

LECCO – Con 4.545 procedimenti a carico di noti (4.693 lo scorso anno), 4.374 a carico di ignoti (4.895 nel periodo precedente) e 1315 fascicoli per fatti non costituenti reato (-4,50% rispetto ai 1.377), è stato un anno giudiziario comunque di duro lavoro per la Procura di Lecco, nonostante un organico piuttosto “scarno”.

In questo contesto, la percentuale degli indagati stranieri sul totale dei procedimenti penali sopravvenuti (1.741, in aumento rispetto alla precedente rilevazione che era stato di 1.611) è salita al 32,55%, rispetto al 29,70% della precedente rilevazione.

Il numero dei furti commessi nel circondario riscontra una diminuzione sia nel dato generale, accorpato per noti e ignoti (da 4.924 a 3.947, -19,84%), sia nel dato riguardante i furti commessi in abitazioni private (da 1.509 a 1.287, -14,71%).

Le iscrizioni complessive delle rapine hanno registrato un incremento (+16,90%), aumentate le iscrizioni a carico di persone note, da 38 del periodo 2017-18, a 40 del periodo 2018/19 alle attuali 50. Questi reati hanno interessato abitazioni private, banche e sportelli postali. In poche occasioni sono state però usate armi da fuoco.

Diminuite invece le estorsioni: 55 iscrizioni (35 noti + 20 ignoti), l’anno prima erano state 81. Numerosi gli episodi di ricatto dopo l’invio di fotografie di carattere intimo a mezzo web. Stabile il dato riguardante il reato di usura (da 6 a 7), mentre risulta in aumento quello riguardante il reato di riciclaggio (da 6 a 12 iscrizioni totali).

Le iscrizioni per truffe perpetrate sia in danno di imprese che di persone fisiche sono diminuite (-9,93%). In aumento esponenziale il dato riguardante quelle perpetrate attraverso l’uso di internet (+91,86%).

In crescita (+25,87%), il numero dei reati commessi all’interno della famiglia.

In leggera diminuzione (-12,09%, il dato accorpa), le sopravvenienze per il reato di stalking: il dato rimane comunque allarmante, nonostante l’intervento da parte del Questore con numerosi decreti di ammonimento. Le cifre riguardanti le iscrizioni per violenze sessuali si mantengono sostanzialmente stabili rispetto alla precedente rilevazione, da 52 a 55 di quest’anno. In diminuzione i dati raccolti riguardo lo sfruttamento della prostituzione (da 11 a 4 iscrizioni) e i casi di pedofilia e pedopornografia (da 5 a 3), peraltro non di competenza di questo ufficio.

Il dato riguardante i procedimenti in materia di detenzione illecita e di spaccio di sostanze stupefacenti è in leggera diminuzione (- 9,24%).

I reati contro la persona, sia nella forma dolosa che in quella colposa, rappresentano un fenomeno molto presente nel territorio. Una persona segnalata per omicidio volontario (il dramma di Margno), tre per tentato omicidio.

Le iscrizioni per reati relativi agli infortuni sul lavoro quest’anno hanno presentato sostanzialmente gli stessi dati generali della precedente rilevazione. Quest’anno si sono verificati 4 infortuni mortali, come avvenuto lo scorso anno, segno della necessità di una maggiore incisività e diffusività delle attività di prevenzione spettanti all’A.T.S. della Brianza.

I reati in materia tributaria hanno subito la notevole contrazione del 36,94%, mentre si sono manifestate forme più articolate di frode fiscale, per il quale sono state richieste ed ottenute misure cautelari patrimoniali. Ugualmente diminuite le iscrizioni per i reati fallimentari e societari, passate da 49 a 38 (-22,45%).

In diminuzione (da 56 a 41, -26,79%) le iscrizioni per reati concernenti la materia edilizia, simile andamento per i reati in materia ambientale e di inquinamento (da 64 a 38, -40,62%). Purtroppo, in quest’ultima materia il circondario paga lo scotto della pregressa mancanza sul territorio di organismi di polizia giudiziaria dedicati. La situazione, per le problematiche ambientali, è comunque in netta evoluzione, in quanto si è recentemente insediato sul territorio un gruppo carabinieri forestale.

Altro dato che indubbiamente risente dell’emergenza pandemica verificatasi riguarda le infrazioni al codice della strada, in netta diminuzione (da 422 a 326, -22,75%). I casi di omicidio colposo stradale sono stati 11 a carico di autori noti e uno a carico di ignoti. Nella precedente rilevazione erano stati 14 e 4.

In diminuzione, dopo costanti aumenti rilevati nelle ultime rilevazioni, il dato riguardante le violazioni al Testo Unico sull’immigrazione (D. L.vo 286/1998): dalle 191 iscrizioni del periodo 2017/18 si è passati alle 164 del periodo 2018/19, alle attuali 109 (-42,93% e -33,54).

Un cenno a parte merita il fenomeno della criminalità organizzata operante nel circondario fin dagli anni ‘60 in concomitanza della migrazione di alcuni nuclei familiari di origine calabrese, collegati alla “’ndrangheta”. Attualmente, dopo le grandi indagini sviluppate negli anni scorsi, il fenomeno non ha avuto rilievo di carattere giudiziario, ma l’allerta è costante.

Nessuna iscrizione per il reato in relazione all’attività di gruppi islamisti e di “foreign fighters” localizzati nella provincia lecchese.

Il periodo in esame è stato interessato dall’impatto dell’emergenza sanitaria da Covid-19, soprattutto nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020. Dai 368 procedimenti iscritti contro noti di febbraio si è passati ai 458 di marzo, dovuto all’iscrizione delle violazioni delle normative anti-Covid. Ad aprile, con la depenalizzazione delle violazioni e con il lockdown, le iscrizioni sono drasticamente scese a 248 e a maggio 263, per poi risalire con la fine del lockdown a giugno nel numero di 371. Anche il numero delle iscrizioni contro ignoti è sceso dai 518 di febbraio, ai 353 di marzo, 239 di aprile, 165 di maggio e 134 di giugno.

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