PROFUGHI GESTITI DAI COMUNI:
OK A PARTIRE DAL 2016
MA LA LEGA NORD PROTESTA

mariani bianchi simeoneLECCO – Assemblea dei sindaci divisa – ma solo in parte – sulla questione migranti. E alla fine vincono nettamente i favorevoli all’accoglienza. Così dal primo aprile 2016 i rifugiati saranno destinati ai Comuni, nella misura di 3,5 ogni mille abitanti.

“Subiamo una migrazione senza precedenti – spiega il prefetto Liliana Baccari – per questo chiediamo aiuti a tutti. Si tratta di una nuova gestione dei richiedenti asilo politico, con il controllo della Prefettura e la gestione dei sindaci. I migranti non starebbero così in 120 in un casermone ma in poche unità in spazi più accoglienti”. Ai Comuni non verranno chieste risorse, anzi, della quota dei 35 euro a profugo sarà tolto un euro con cui si pagheranno i costi in più.

Giuseppe Conti, sindaco di Garlate, è scettico. “Mi sembra che i Comuni non possano sopportare questa situazione. Non ci sono impegni di sicurezza, ma soprattutto di tempi. Mi sembra uno scaricabarile verso di noi. Sono d’accordo sul coinvolgimento dei Comuni, perché non possiamo stare a guardare, ma lo Stato dovrebbe darci strumenti diversi”.

tavolo assemblea sindaciRoberto Ferrari, sindaco di Oggiono, si dichiara “non disposto a essere collaborazionista di questa migrazione mal gestita”, per cui voterà contro. “L’accordo non affronta poi la tematica dei rimpatri – prosegue – questo sistema è totalmente carente”. Stesso copione per Dante De Capitani, sindaco di Pescate, che dichiara di non voler accettare alcun migrante. “Penso primo ai miei cittadini, alle situazioni difficili del mio paese. Non credo che tutti questi ragazzi scappino dalla guerra. E chiedo che nessun profugo sia mandato a Pescate, altrimenti chiederò 35 euro per ogni mio cittadino in difficoltà”.

Paolo Brivio, sindaco di Osnago, ringrazia tutti coloro che hanno lavorato per questo accordo. “Non abbiamo ancora ospitato rifugiati, ma stiamo cercando piccoli luoghi di accoglienza – spiega –. Non stiamo risolvendo tutti i problemi che ci cascano addosso e nemmeno ci illudiamo, ma ci stiamo attrezzando a governare in maniera strutturale ciò che finora è stato subito e metteva in affanno gli enti del territorio. Dobbiamo lavorare tutti insieme”. Dello stesso parere è Riccardo Mariani, assessore ai Servizi sociali di Lecco. “È importante sottolineare alcuni aspetti di questo accordo. La soluzione è lucida e saggia, ma dobbiamo concretizzarla. Come Comuni abbiamo una grande tradizione di solidarietà e ora dobbiamo affrontare questa emergenza senza chiudere gli occhi”.

leghisti manifestazione 1Favorevole anche il vicesindaco di Barzio Piergiorgio Airoldi. “Abbiamo subito la situazione precedente e quindi siamo molto favorevoli a questo accordo: poter gestire insieme alla Prefettura e agli altri Comuni è molto positivo”. Alla fine il progetto passa a larghissima maggioranza, con il no dei soli sei Comuni di Oggiono, Pescate, Lierna, Ballabio, Ello e Oliveto Lario, tutti paesi a guida leghista o di centro destra. Anche Garlate – che di centro destra non è – ha espresso riserve, ma al momento del voto il sindaco Giuseppe Conti si è astenuto.

Al termine dell’assemblea non sono mancati screzi, con il prefetto Baccari e il viceprefetto Stefano Simeone che hanno redarguito il primo cittadino di Oggiono e la collega di Ello Elena Zambetti, rei di confondere i richiedenti asilo con “clandestini”. Intanto fuori dal centro commerciale adiacente all’Asl si sono riuniti alcune decine di militanti della Lega nord, contrari a coinvolgere direttamente i Comuni nell’accoglienza dei migranti.

 

 

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