PROTEZIONE CIVILE/IL NUOVO COORDINATORE: A LECCO RISCHIO IDROGEOLOGICO ALTO

GABRIELE PEREGOLECCO – Prevedere, prevenire, intervenire nelle situazioni di emergenza e pianificare il ritorno alla normalità dopo l’evento dannoso. Questi sono i compiti che vengono affidati alla Protezione Civile. Alcuni fenomeni naturali non possono essere previsti come accade ad esempio per i terremoti, mentre per altri, come gli allagamenti, possono essere messe in atto una serie di precauzioni per limitare i danni nel caso si verifichino.

Come spiega Gabriele Perego, nuovo coordinatore della Protezione Civile comunale di Lecco, “nel nostro territorio il rischio idrogeologico è alto e bisogna fare investimenti in questo settore”. Per questo motivo da tempo in località Malnago e al Bione sono presenti due stazioni meteo per monitorare l’andamento di pioggia, vento e neve e lo scorso anno sono state posizionate anche una stazione fluviale sul Caldone e tre dispositivi specifici per gli allagamenti dei sottopassi che prossimamente diventeranno definitivamente operativi.

Queste osservazioni sui fenomeni naturali danno anche una buona visione d’insieme di come stia cambiando il clima: negli ultimi tre anni sono aumentate le situazioni di criticità causate da vento forte (da 9 nel 2010 a 32 nel 2012), problemi idrogeologici (da 19 a 39), temporali (8 nel 2010 e 19 nel 2012) e nevicate a bassa quota (13 nel 2010, 6 nel 2011 e 16 nel 2012). Lecco invece si conferma una zona sicura per quanto riguarda il fenomeno nelle valanghe: solo 3 avvisi di criticità nel 2012, 2 nel 2010 e nessuno nel 2011. Sempre sulla via della prevenzione dei rischi idrogeologici la protezione civile nello scorso anno ha realizzato 9 sopralluoghi specifici in diverse aree dopo segnalazioni di dissesto e ha studiato i 24 corsi d’acqua presenti a Lecco per individuarne i punti più critici e poter intervenire più celermente in caso di allerta meteorologica. I volontari, inoltre, nei periodi consentiti portano avanti programmi di pulizia dei torrenti.

Alla fonte dopo 1Alcuni interventi sul territorio sono stati eseguiti in regime di somma urgenza come la pulizia delle vasche idriche sopra la città. Questi bacini artificiali permettono di raccogliere l’acqua proveniente dai monti per farla confluire nei vari torrenti in maniera più graduata, se risultano pieni di altro materiale come ad esempio fango e vegetazione non possono più svolgere il loro compito. L’intervento non è stato eseguito in regime di ordinaria prevenzione perchè, come spiega Antonio Schiripo, referente operativo comunale della Protezione Civile, “non sempre ci sono i mezzi e i fondi necessari e quindi si interviene quando possibile”. Sempre in somma urgenza la protezione civile è intervenuta nella grotta del cimitero di Laorca, in via San Egidio e in via Luera.

Lo scorso anno la Protezione Civile di Lecco ha messo a disposizione le proprie risorse anche per altri territori in stato di emergenza: ha portato avanti iniziative in occasione del sisma in Emilia come la raccolta di fondi attraverso la vendita del Grana Padano e l’invio di tecnici per il controllo dell’agibilità delle case terremotate.

Sempre sul territorio lecchese invece ha partecipato garantendo la sicurezza a grosse manifestazioni come il Giro di Lombardia, il Giro d’Italia e la Madonna di Fatima e ha sviluppato diversi progetti con i più giovani per sensibilizzarli al tema della sicurezza.

 

 

 

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