Leggendo le ubriacanti dichiarazioni del segretario del pd Tropescovino (nomen omen) la prima cosa che salta agli occhi è che non l’ha digerita nemmeno questa volta.
Dopo Passoni anche Vergani entrato papa è uscito ancor meno che cardinale.
Nella terra del Manzoni qui proliferano i don Abbondio.
Poi è davvero sofisticato l’impegno elaborato del pensiero che gli altri anche se vincono sono lontani dalla gente, è tutta politica e politichese.
Curioso concetto di democrazia: quando vinci per 31 voti è la “volontà popolare”, quando perdi è perché “gli altri hanno portato i loro a votare”.
Scopriamo oggi che alle elezioni vince chi mobilita consenso: rivelazione clamorosa, peccato non fosse già nota sei anni fa. Peraltro l’affluenza 6 anni fa alle Comunali di Lecco è stata di pochissimo superiore al 50% e appunto c’è stato uno scarto di 31 voti con 226 schede non valide.
Però tranquilli: quando “vota la gente” alle comunali va tutto bene… quando votano gli amministratori no, perché evidentemente non sono “gente” giusta.
Chissà se vale anche per i Comuni che vincono gli altri, le Regioni che vincono gli altri, i Governi nazionali che vincono gli altri.
Forse più che ricostruire il centrosinistra – Un’altra volta? Fà e desfà l’è tutt un laurà per Tropescovino – andrebbe ricostruito il rapporto con la realtà.
Dovrebbe infine essere una prassi di rispetto politico, delle Istituzioni e dei rapporti tra partiti avversari, non guardare in casa degli altri e dare patenti pur di dare la colpa sempre agli altri.
Infine se non ha ancora capito che non è la stessa cosa dire che “la maggioranza a Palazzo Bovara cerca di ascoltare la popolazione” dal “la popolazione cerva di farsi ascoltare dalla maggioranza a Palazzo Bovara” forse le elezioni le vincerà anche qualche volta, continuando però a prenderle lo stesso.
Quando si vince è democrazia, quando si perde è colpa degli altri.
Paolo Trezzi
Lecco
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