PUGNI E MORSI AI FINANZIERI
PER UNO SCONTRINO FISCALE: RISTORATRICE A PROCESSO

guardia di finanza cinofili antidroga comoLECCO – Una discussione in un bar finita a insulti e spintoni. Niente di particolare, verrebbe da pensare, se non per il fatto che protagonisti di questa vicenda del maggio dello scorso anno sono un gruppo di agenti della Guardia di Finanza e la titolare di un ristorante di Merate, che ora siede al banco degli imputati del Tribunale di Lecco con le accuse di lesione personale, resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio a pubblico ufficiale e una serie di aggravanti.

Questa mattina in aula sono stati ascoltati i testimoni del Pubblico ministero, il Vice procuratore onorario Vincenzo Piazza, per chiarire il contesto di questa curiosa storia. “Quel giorno ero andato al locale dell’imputata per pranzare con i miei colleghi – racconta un operaio di Brescia, che quel giorno si trovava nel meratese per lavoro – finito il nostro pasto ho pagato e ce ne siamo andati, ma all’uscita siamo stati fermati da un finanziere che ci ha chiesto lo scontrino. Io lo avevo dimenticato alla cassa e così sono stata fermato, mentre un altro agente è entrato nel ristorante”.

E qui la situazione è precipitata, da un lato il cliente e la titolare che sostenevano con forza l’esistenza di questo scontrino e dall’altra gli agenti che non ne trovavano riscontro. Quindi la decisione di redigere un verbale tanto al cliente quanto alla titolare dell’esercizio ed è in questo momento che sarebbero cominciati gli insulti e gli strattoni da parte dell’imputata, che avrebbero costretto i due finanziari a richiedere un supporto alla caserma di Cernusco Lombardone.

MANETTE-300x200“Ricordo che quel giorno il comandante Di Blasi ha chiesto a me e al brigadiere Genovese di recarci con lui alla trattoria in questione, perché la squadra sul posto aveva subito un’aggressione – racconta il maresciallo Del Biondo –. Quando siamo arrivati abbiamo trovato la signora agitatissima, che continuava ad entrare e a uscire dal locale alla ricerca dello scontrino incriminato. I nostri colleghi erano stati insultati e spintonati e non erano riusciti ancora a redigere il verbale perché l’imputata tre o quattro volte glielo aveva strappato di mano. Inoltre si rifiutava di fornire le proprie generalità e di esibire un documento identificativo. Di fronte all’ennesimo diniego il comandante ci ha ordinato di portarla in caserma per l’identificazione e questo punto la signora ha cominciato a insultarci con offese e parolacce e infine ha dato un pugno in faccia al mio collega e, quando sono intervenuto, mi ha morsicato sul braccio. Così abbiamo dovuto ammanettarla e caricarla in macchina, tra calci e pugni”.

Molto chiara dunque la versione degli operatori della Guardia di Finanza, confermata anche da Genovese, di tutt’altro avviso l’avvocato della difesa Francesca Allegra, la quale cercherà di dimostrare la propria tesi attraverso le deposizioni dei testimoni nel corso della prossima udienza.

Manuela Valsecchi  

 

 

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