RENZI ABOLISCE LE PROVINCE
A LECCO NON TUTTI D’ACCORDO

NAVA DANIELELECCO – L’abolizione delle province passa in Senato, ma a Lecco non tutti sono favorevoli. “L’abolizione delle province è una truffa ai danni dei cittadini”. Daniele Nava, presidente della Provincia di Lecco, difende la sua istituzione con le unghie e con i denti. “Per prima cosa – afferma il numero uno di Villa Locatelli -, non ci sarà un vero e proprio risparmio, probabilmente dei costi aggiuntivi. E lo ha ribadito anche uno studio della Corte dei conti”. Il testo del ddl Delrio prevede che “il presidente della provincia, la giunta provinciale, in carica alla data di entrata della presente legge restano in carica a titolo gratuito fino al 31 dicembre 2014”.

Nel futuro la legge non prevede la soppressione del consiglio provinciale e della figura del presidente, ma la loro elezione da parte del nuovo istituto dell’assemblea dei sindaci. Inoltre si tratta di incarichi che saranno svolti a titolo gratuito. L’Amministrazione lecchese andrà a cadere questa primavera, per cui l’immediato futuro dell’ente potrebbe essere il commissariamento, come avvenuto nella vicina Como. “Con questa riforma non verrà cancellata l’istituzione – prosegue Nava -, bensì il voto popolare. Un vero problema per i cittadini, sempre più estromessi. In più ci sarà sempre più confusione tra le persone, che non sapranno più dove vanno le competenze, se ai Comuni o alle Regioni”.

arrigoni paoloL’esponente del Nuovo Centrodestra inoltre critica il premier Matteo Renzi per questa scelta, che avrebbe anche un lato prettamente politico. “La maggior parte delle amministrazioni comunali, in questo momento, sono in mano alla sinistra. Ci troveremmo così ad avere 110 province governate da quell’area”.

Molto scettico è anche Paolo Arrigoni, senatore che ha votato contro, ma anche consigliere provinciale tra le fila della Lega nord. “Il provvedimento, che dovrà passare la prossima settimana alla Camera prima di diventare legge, si conferma oltre che incostituzionale, confuso e inefficace. Non elimina le province, come Renzi tenta di far credere, ma semplicemente le svuota creando disservizi e, dunque, problemi a cittadini e imprese”.italo-bruseghini

Italo Bruseghini, capogruppo del Pd a Villa Locatelli, è favorevole all’abolizione delle province, ma non in questo modo. “Bisognava comunque mantenere un organismo a elezione diretta, mentre con questo decreto non ci sarà. Così ora non si sa dove saranno distribuite le competenze delle province. Queste invenzioni dell’ultima ora sono inutili, non è così che si cambia in meglio.

E anche la questione dei tremila politici in meno, come è sGiancarlo valsecchitato detto, non è proprio vera: siamo consigliere che prendiamo un gettone misero a ogni seduta, non certo una casta”.

Di parere opposto Giancarlo Valsecchi, consigliere provinciale dell’Italia dei Valori. “Non possiamo intestardirci nel mantenere questi enti se poi non ci sono le risorse. Ora, con questo ddl, le province diventeranno un’istituzione di secondo grado. È comunque un primo passo, ma ora ci sarà da lavorare per proseguire con il lavoro di cambiamento”.

E ora si attende il voto della Camera.

F. L.

 

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