“REVENANT”: DI CAPRIO, IÑÁRRITU
E UN FILM DA OSCAR PLURIMI

leonardo-dicaprio-revenant-1La sala è piena e quando le luci si abbassano e il mormorio che precede l’inizio del film si smorza, l’atmosfera inizia a cambiare: a iniziare è Revenant – Redivivo, l’ultima fatica cinematografica di Alejandro Gonzalez Iñárritu, che porta sul grande schermo la storia di Hugh Glass, cui presta il volto Leonardo Di Caprio, già vincitore, per questa interpretazione, del Golden Globe.

Comincia a fare freddo, in sala, quasi sembra di essere nel Missouri del 1830, una terra a mezzo tra la wilderness più selvaggia e lo sfruttamento da parte di soldati, pionieri e cacciatori di pelli che cercano di trarne profitto per loro e per le loro famiglie. In tutto questo, si colloca una figura a metà, quella, appunto, del protagonista Hugh Glass, che non è un mercenario, non è un soldato e nemmeno un cacciatore di pelli: Glass è anzitutto un padre e un vedovo, la cui moglie, una nativa americana, è stata brutalmente uccisa davanti ai suoi occhi in un attacco militare da parte degli americani e gli ha lasciato da proteggere un figlio “scomodo”, mezzo indiano e mezzo no. In secondo luogo, Glass è la guida che ha il delicato compito di riportare al sicuro all’avamposto la compagnia dei cacciatori di pelli, che da trenta membri ne conta solo una decina dopo un attacco indiano magistralmente reso tramite una steady camera, per cui ogni attore viene seguito dalla cinepresa in un crescendo di vorticoso realismo.

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