RIFORMA SANITÀ, STRANIERO:
“È INACCETTABILE L’OBBLIGO
DI FARSI CURARE A PAGAMENTO”

MILANO – In Lombardia il 50% delle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche è erogato dalle strutture sanitarie private accreditate e in alcune provincie anche oltre il 60%. È un trend in continua crescita. Dalla metà degli anni Novanta, in regione, i posti letto negli ospedali pubblici sono dimezzati, mentre continuano a crescere quelli nel privato. Se nel privato vengono effettuati il 35% dei ricoveri, questi costano in media al servizio sanitario regionale 4.350 euro a fronte delle 3.450 euro del pubblico. “È il frutto di scelte politiche chiare operate dalla Regione guidata prima da Formigoni, poi da Maroni e oggi da Fontana“, commenta Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, durante il quarto giorno della maratona delle minoranze in consiglio regionale per tentare di modificare la legge che governa la sanità lombarda.

“In Lombardia, già con Formigoni, si è stabilita l’equivalenza tra la sanità pubblica e privata, all’insegna della libertà di scelta – attacca Straniero – ma oggi non c’è alcuna libertà per il cittadino: c’è l’obbligo di scegliere il privato a pagamento, perché nel sistema sanitario regionale non c’è posto se non a distanza di mesi e mesi. Non è giusto e non è equo, perché chi non ce la fa a pagare l’esame o la visita nel privato è costretto ad aspettare troppo, e chi, invece, sceglie di pagare per non attendere tempi biblici, paga due volte, con le proprie tasse e poi allo sportello dell’operatore privato”.

Secondo il Pd, “la scelta della riforma in discussione, firmata da Fontana e Moratti, è di rinforzare l’equivalenza del privato con il pubblico, senza inserire alcun elemento di governo e programmazione. In Lombardia i privati sono liberi di scegliersi le prestazioni che il servizio sanitario regionale paga meglio, come le operazioni di artrodesi per curare l’ernia alla colonna vertebrale, mentre le prestazioni più richieste vengono lasciate al pubblico, che non ce la fa a soddisfarle tutte, spingendo di nuovo le persone a prenotare, a pagamento, con i privati. Con la riforma di Moratti e Fontana questa impostazione viene ribadita e rinforzata, non certo a vantaggio dei cittadini, e noi questo non lo possiamo accettare”.

Il Pd, sul rapporto tra sanità pubblica e sanità privata, ha presentato numerosi emendamenti alla legge sanitaria in discussione in Aula, chiedendo che la Regione superi l’attuale sistema di remunerazione della sanità privata accreditata e che venga data priorità ai bisogni di cura dei cittadini rispetto alle scelte di convenienza degli operatori privati.

 

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